Dicevo ieri che la conferma dell’operazione Twist (vendita di 400 miliardi di asset con scadenza tra zero e tre anni e riacquisto della stessa quantità sulle scadenze più lunghe con un bel 29% degli acquisti concentrati sulla parte 20/30 anni) da parte della FED senza sorprese dal lato dell’intervento avrebbe avuto effetti positivi solo di breve e/o di brevissimo. In realtà la conferma delle aspettative (eccetto per il riacquisto di MBS emessi da Freddie e Fannie) con la presenza di ben tre dissenzienti ha di fatto deluso un mercato che si attendeva molto di più e che inoltre ora ha ancora più paura che la trappola della liquidità alla Giapponese possa essere uno sbocco possibile per i mercati USA. Infatti con un forte dissenso interno difficile che verranno implementate nuove politiche monetarie se non dopo un rallentamento dell’economia USA molto più marcato.
Da li una discesa secca e decisa ma comunque come sempre per lo spoore molto tecnica ha portato l’indice a contatto con l’area identificata due giorni fa nel commento serale tra 1160 e 1170 dove transitano alcune trendline chiave come evidenziate nei due grafici che posto collegati all’articolo. Su questo livello un rimbalzo dopo ulteriore debolezza nel premarket potrebbe manifestarsi sebbene a livello daily gli oscillatori non sono ancora in ipervenduto ed hanno notevole spazio per correggere. In ogni caso la perforazione dell’area raggiunta ieri porterebbe l’indice sotto di un altra ventina di punti e con il rischio concreto di andare a testare i minimi recenti.
Dal punto di vista intermarket la seduta ha portato alla correzione dei tassi a breve e il violento recupero dei prezzi dei tassi a lungo ora su livelli mai visti negli ultimi 60 anni. Il dollaro invece ha rallyato segno del fatto che il mercato si aspettasse molto di più dalle FED e il complesso delle commodities ha corretto.
Da notare anche il downgrade sparso di banche USA ed Italiane a peggiorare, se ancora non era sufficente, la facilità di accesso alla liquidità da parte dei sistema bancario che infatti oggi è andato pesantamente dalla BCE ha farsi prestare i soldi.
IN effetti ormai il mercato e’ stufo di sentire parlare di billion, qui ci vogliono i zillion il grafico che ci deve far da stella cometa adesso [ quello del samurai 10y
Ieri 15:33Smentendo quanto espresso oggi da alcune indiscrezioni di stampa, il presidente e amministratore delegato del gruppo Finmeccanica, Giuseppe Orsi, ha
6 Commenti
I mercati stanno affermando con forza che il metadone non è l’eroina.
lupoalberto66 ha scritto:
IN effetti ormai il mercato e’ stufo di sentire parlare di billion, qui ci vogliono i zillion
il grafico che ci deve far da stella cometa adesso [ quello del samurai 10y
“Si può sempre contare sul fatto che gli americani faranno la cosa giusta – dopo aver provato tutto il resto”.
Winston Churchill