Tutti i segreti dell’operazione Twist!L'operazione Twist correlata allo statuto di valuta di riserva del dollaro.Quando alcune settimane fa parlai per la prima volta dell’operazione twist avevo sostenuto che al contrario di diversi analisti pensavo che l’operazione twist sarebbe stata un’ operazione utile almeno per quanto riguarda i mercati finanziari in quanto avrebbe potuto ristimolare il carry sul dollaro in un momento in cui la debolezza dell’euro avrebbe frenato ogni eccessiva debolezza derivante dalle eventuali operazioni di carry basate sul funding del dollaro. Ma mano a mano che i giorni passavano le condizioni intermarket rendevano questa probabilità molto remota, la volatilità dei cambi e dei rendimenti obbligazionari era comunque troppo elevata per poter permettere a chicchesia di costruire posizioni carry e quindi avrebbe perso l’efficacia da me evidenziata come l’unica giustificabile una tale strategia. Eppure questa settimane Ben Bernanke, seppur con notevoli dissensi all’interno del FOMC ha deciso lo stesso di implementare la cosidetta strategia twist intensificando i movimenti intermarket collegati a questo annuncio. Infatti senza nessun effetto benefico per il carry e non avendo alcuna caratteristica inflazionistica in quanto l’operazione di allungamento della duration del portafoglio obbligazionario in mano alla FED può solo ridurre un po’ i costi del debito USA ma non aumenta in alcun modo la quantità di dollari USA in circolazione e nel medio periodo ha caratteristiche deflazionistiche. Il motivo è presto detto: una politica del genere mette sotto pressione il margine di interesse delle banche e difatti la reazione del settore alla news è stata estremamente negativa e minori margini di interesse spesso portano a minori prestiti ed a minori finanziamenti anche al cosidetto shadow banking; da li la reazione scomposta del mondo delle commodities che sicuramente con il rialzo dei margini di garanzia ha subito un bel colpo ma che comunque sta scendendo da quando le voci dell’operazione twist si sono fatte più insistenti per il timore di una riduzione del flusso di investimenti nel settore e dal fatto che i macrohedge fund operavano al rialzo sulle commodities nel momento in cui il differenziale dei tassi rimaneva elevato (osservare il grafico sotto che valuta il tips spread il relazione al comportamento dell’oro).
Ma se nel breve debolezza delle commodities, forza del dollaro, discesa dei tassi di interessi a lungo hanno tutte caratteristiche deflattive e quindi negative per gli asset di rischio nel medio la questione si fa interessante e secondo me è nel medio che il comportamento della FED è più comprensibile. Infatti una manovra tendenzialmente deflazionistica da parte della FED non può essere compresa se essa non ha a che fare con il fatto che comunque è oramai evidente alla stessa FED che i meccanismi monetari da lei intrapresi negli ultimi 3 anni hanno fatto bere il cavallo monetario solo parzialmente; la quota di debito complessivo escluso il debito finanziario è ancora troppo elevato, il debito sia privato, che corporate che statale deve scendere ancora di diversi punti percentuali e forse anche di più visti lo scetticismo dilagante per poter funzionare da neurotrasmettitore per l’economia USA, oramai è evidente che le scelte monetarie FED per l’economia reale domestica non hanno molti effetti in quanto l’effetto moltiplicatore del leverage è ormai ridotto a pochi decimali di PIl. Ma gli USA hanno ancora da usare la carta delle moneta di riserva e secondo me è quella che Bernanke & C. stanno usando; portare ad un mood relativamente deflazionistico (ma che in realtà permette un deleveraging controllato) fa si che il complesso delle materie prime finalmente storni con decisione permettendo quindi alle banche centrali dei paesi emergenti di limitare il mood restrittivo monetario che per il momento ha caratterizzato il ciclo di rialzo dei tassi dal Brasile all’India passando per la Cina. Riducendo le pressioni inflazionistiche provenienti dalle materie prime è probabile che il rischio di rallentamento globale provocato dalle difficoltà europee, se non degenereranno ulteriormente, porterà le banche centrali dei paesi emergenti a considerazioni più accomodanti e quindi ad una nuova espansione delle masse monetarie di quei paesi con conseguenze positive per l’export dei paesi maggiormente indebitati che potranno cosi compensare ulteriormente la debolezza delle economie domestiche. Nel prossimo futuro saremo testimoni se questa possibilità si realizzerà sui mercati finanziari; teniamo comunque presente che se davvero si svilupperà una nuova leg rialzista dei mercati finanziari legata alle politiche espansionistiche delle banche centrali emergenti è evidente che quei paesi saranno il fulcro della ripresa ed ancora più evidente che il rischio di bolla sul mercato cinese si farà ancora più insistente nel momento in cui stanno nascendo una pletora di prodotti legati ai dim sum bond, cioè i bond emessi principalmente da Kong Kong su bond in Yuan. Questi bond promettono la possibilità di partecipare alla crescita del mercato Cinese e stanno accogliendo sempre più emittenti blasonati e conosciuti su questo tipo di prodotti. Oltre 18 miliardi di dollari sono stati raccolti da inizio anno in questi prodotti da emittenti non finanziari e tra gli ultimi ha visto il collocamento la liason Bosch/Siemens, Siemens che recentemente è passata alla cronaca perchè ha preferito ritirare la propria cassa da una banca francese e darla direttamente alla BCE. Obiettivamente secondo me questa sarà la prossima bolla del futuro per cui un interesse di medio breve prima dell’esplosione glie lo darei. Passando più direttamente ai mercati ed in particolare allo spoore, con un europa che sicuramente non ha ancora risolto i propri problemi interni e che deve vedere la nascita di un unione fiscale per poter superare indenne tutti i problemi che l’attendono, lo spoore e anche gli indici europei hanno realizzato quel mini rimbalzo di cui parlavo venerdi, rimbalzo che potrebbe proseguire fino al retest del canale ascendente della bear flag che ha contenuto gli indici in queste ultime settimane e che è stato perforato venerdì. Questo movimento per un indice molto tecnico come lo spoore è solitamente un must e servirebbe a salire in ipercomprato sulle letture intraday prima di una nuova gamba ribassista.
Il rientro all’interno della bear flag proietterebbe l’indice in pochi giorni al test della parte alta della stessa figura con buoni guadagni sui vari mercati ma secondo me questo è al momento lo scenario più debole anche in relazione alle considerazioni di cui sopra ma anche alla forte negatività presente sui mercati ma non ancora estrema come un movimento del genere dovrebbe far supporre.
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7 Commenti
Sarò pure ripetitivo, ma ribadisco per l’ennesima volta che non esiste altro posto dove si possano leggere articoli di questo livello. Grande Gipa!
Mamma mia Gipone.. Sei davvero un mostro!
Complimenti da uno che di analisi ne legge davvero tante;)
BRAVO
Sono mercati facili, comunque
sono entrato stamattina pensando di restarci qualche giorno, ci sono rimasto 5 ore.