La scorsa settimana avevamo individuato la rottura della trendline discendente che unisce i massimi degli ultimi anni come un elemento chiave per un maggior sentimento positivo dei mercati e la prima parte della settimana ha rispettato questo andamento macro.
Poi però il fine settimana è stato caratterizzato da alcuni elementi negativizzanti provenienti per la maggior parte dall’Europa che hanno costretto un mercato liquidity driver a prendere una pausa di riflessione, sebbene al momento di modestà entita ma che potrebbe proseguire visto le incertezze delle prossime settimane.
Guardando un po i vari grafici di partecipazione era evidente che eravamo arrivati su eccessi rialzisti, che poi questi possano durare anche parecchio in un mercato guidato dalla liquidità degli istituzionali è evidente; parlo di liquidità degli istituzionali ma vero è che anche una piccola parte di denaro non istituzionale è entrato come mostra il rapporto tra asset investiti nei fondi Rydex di liquidità e ribassisti sulle azioni e tra quelli rialzisti sui mercati che aveva raggiunto livelli che nel recente passato hanno indicato sempre un top. Ma l’evidenza del calo di presenza degli investitori è dato dal calo complessivo dei volumi degli ultimi anni, calo che è stato strutturale sebbene sempre più accentuato nelle fasi ribassiste ma questo è evidentemente causato dalla rapidità dei movimenti stessi e dalla velocissima riduzione dei tempi di detenzione dei titoli e dei mercati da parte degli investitori e trader.
C’è da aggiungere che anche lo short interest sul nyse è arrivato su livelli che indicano come linfa da short covering comincia ad essere difficile da trovare anche negli angoli più remoti dei mercati.
A conferma di questo ci sono i violenti rally che hanno interessato i settori più deboli dei mercati come per esempio il settore dei costruttori di immobili negli USA. SE infatti osserviamo il grafico dell’ultimo anno il settore ha avuto un andamento positivo manifestato soprattutto con un rally del 100% dai minimi di ottobre. Se però ampliamo l’orizzonte visuale non possiamo non notare che il mercato viene proprio da uno di quei fenomeni di bolla che difficilmente permettono al settore/mercato interessato di poter recuperare molto nelle fasi post bolla senonchè caratterizzato da questi violenti recuperi spesso ampli il 100% o poco più e poi reversati almeno parzialmente.
In questa ultima settimana poi si sta evidenziando con sempre maggior dettaglio la divergenza intermarket rispetto agli andamenti del passato, sebbene non ancora definiti in maniera certa a causa delle situaizoni climatiche e politiche che stanno attraversando il globo. E’ evidente infatti che il mondo emergente ha rallentato in maniera significativa la propria crescita monetaria per impedire un eccessivo surriscaldmaneto della propria economia e difficilmente le politiche espansive saranno molto pviolente in quanto esse contribuirebbero a far riandare la liqudità sulle materie prime e quindi ad infiammare ulteriormente l’economia. Il fatto che l’inflazione Cinese e della Grande Cina sia aumentata sotto le feste è l’esempio di come stimoli monetari indesiderati potrebbero dare di nuovo il fuoco alla speculazione delle materie prime. Diversa l’espansione monetaria dei paesi avanzati che fa da costrasto agli effetti di deleveraging del debito e che solo negli USA, sta vendendo una ripartenza del credito su numeri impressionanti ed anche forse pericolosi visto l’alto livello di debito complessivo. In ogni caso mentre l’espansione monetaria avanzata ha pià ache fare con gli effetti post bolla del credito e quindi finanziari, l’espansione moentaria emergente deve rimanere prudente a causa dei rischi inflattivi. Per questo motivo se la situaizone resterà quella attuale e non ci saranno escalation di tensione in Iran e paesi similari è facile che la correlazione tra mercati aizonari e materie prime dovrebbe parzialmente scemare almeno per quanto riguarda le commodities industriali.
Ed arriviamo ora a due elementi chiavi (anche se non gli unici che hanno negativizzato il mercato), due elementi che sono tra parentesi in parte collegati in quanto la risoluzione do uno potrà avere un impatto sull’altro e viceversa.
Il primo è la risoluzione della ristrutturazione del debito greco; non entro nel merito del perchè senza far fare default alla Grecia si chiedano alla stessa gli stessi sacrifici di un default minacciando di non pagare gli stipendi cosa che invece puo essere sempre possibile post default visto l’esempio argentino, ma è evidente che c’è una complessività strutturale complessiva legata in parte all’ordine di preferenza dei creditori, alla eleggibilità dei debiti al possibile haircut dei bond, alla partecipazione della BCE senza violare i trattati, insomma un vero pasticcio complessivo dato anche dalle diverse caratteristiche dell’EFSF e dell’ESM, con il tentativo di non far scattare clausole CAC e eventi di default che obiettivamente sono l’esemplificazione dell’ipocrisia complessiva con Schauble che invece, sembra garantire al Portogallo una diversità di trattamento. Ma ai mercati dell’ipocrisia interessa poco, in realtà si sa che la non risoluzione del problema greco è solo un elemento di instabilità che porta le banche a correre pochi rischi in questa fase e che se non viene risolta prima dell’LTRO di fine febbraio potrebbe ridurne l’effetto desiderato complessivo.
E veniamo all’LTRO; le ultime dichiarazioni di Draghi sull’allentamento dei collaterali ha in parte deluso il mercato in quanto potrebbe in realtà fornire un ulteriore spinta alla liquidità fornita della BCE per un massimo di 600/700 miliardi, molto meno di quanto si aspettava il mercato che quindi ha abbassato le stime complessive dell’operazione in un range che comprende i 450 ed i 600 miliardi complessivi. Saccomanni ha recentemente detto che l’allargamento dei collaterali dovrebbe consentire alle banche italiane di poter portare in dote alla BCE ulteriori 70 miliardi di euro di collaterali.
Ora il problema ha questo punto e che una sovra o sotto collateralizzazione del range potrebbe essere visto negativamente in entrambi i versi; in caso di sottocollateralizzazione la negatività sarebbe immediata in quanto il mercato non vedrebbe coperto completamente il funding annuale della banche europee e quindi potrebbe non far ripartire il normale mercati interbancario del funding essendo che le istituzioni continuerebbero a non fidarsi una dell’altra. In caso di sovracollateralizzazione invece mentre sul breve il mercato potrebbe festeggiare l’enorme messe di liquidità a disposizione; il rischio di futuri liquidity call sui prodotti più rischiosi portati come collaterali alla BCE nel caso questo manifestassero problemi futuri più grossi di quanto attualmente i paramentri di rischio percepiscano, oltre che a causare perdite rilevabili sui bilanci delle banche potrebbero anche portare a nuovi problemi di liquidità senza contare che una espansione eccessiva potrebbe anche causare dei dubbi sulle strategie di uscita della stessa BCE.
Ecco quindi che l’incertezza a due teste potrebbe almeno sul breve far consolidare la forte crescita verificatasi sui mercati più deboli in queste prime settimane dell’anno e costringere i mercati ad un atteggiamento più difensivo in attese di news importanti da questi due fronti; in particolare per la Grecia le news potrebbero essere già di questa sera (ore 23:00) e potrebbero essere positive visti che i due principali leader che sostengono il governo hanno parlato di responsabilità nazionale.
Conclusioni: a mio modesto avviso l’evento greco, se positivo è quasi completamente scontato dai mercati mentre un eventuale disattesa da parte dell’LTRO soprattutto in termini di collaterali portati alla BCE potrebbe essere un catalyst importante per cui in vista della nuova emissione si attende una maggiore volatilità rispetto al passato anche in considerazione che il macro ed il micro ora potrà fare meno da supporto ai mercati visto che anche la forte ripresa economica è oramai quasi completamente scontata dai mercati. La liquidità è comunque sempre disponibile per cui la scelta migliore in questa fase sugli indici è essere flat in quanto un ribasso potrebbe essere solo correttivo del trend in atto ed il rialzo se non corretto nel breve potrebbe portare a violente e repentine correzioni difficili da stoppare. In caso di correzione controllata un tentativo long sul test della trendline rotta recentemente (intorno ai 1320 spoore) e poi nell’area 1300 andrebbe fatta ma con stop abbastanza stretti.
Conclusioni: a mio modesto avviso l’evento greco, se positivo è quasi completamente scontato dai mercati mentre un eventuale disattesa da parte dell’LTRO soprattutto in termini di collaterali portati alla BCE potrebbe essere un catalyst importante per cui in vista della nuova emissione si attende una maggiore volatilità rispetto al passato anche in considerazione che il macro ed il micro ora potrà fare meno da supporto ai mercati visto che anche la forte ripresa economica è oramai quasi completamente scontata dai mercati. La liquidità è comunque sempre disponibile per cui la scelta migliore in questa fase sugli indici è essere flat in quanto un ribasso potrebbe essere solo correttivo del trend in atto ed il rialzo se non corretto nel breve potrebbe portare a violente e repentine correzioni difficili da stoppare. In caso di correzione controllata un tentativo long sul test della trendline rotta recentemente (intorno ai 1320 spoore) e poi nell’area 1300 andrebbe fatta ma con stop abbastanza stretti
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Ottimo Gipa,
La vedo anch io più o meno come te,
Ho poca roba in canna long in equità( tra l altro solo titoli In cui credo ) mentre ho qualche cosa di short sul dax , ma nulla di eclatante.
Oggi molto probabilmente ci sara’ una sparata long subito in partenza, ma come dici tu, la cosa migliore e’ fattare il Ptf .
Sul fronte obbligazionario invece , a mio parere ci sono situazioni interessanti a livello di corporate , a 360 di spread , settimana scorsa ho mollato tutti i btp x girare appunto sui bonds societari, che a pari scadenza/btp , regalano 1% di rendimento in piu’.
Attenzione solo alle rotture Up delle trend line di medio lungo dei mercati azionari.
Ieri 15:33Smentendo quanto espresso oggi da alcune indiscrezioni di stampa, il presidente e amministratore delegato del gruppo Finmeccanica, Giuseppe Orsi, ha
2 Commenti
Magnifico Gipa!!
Conclusioni: a mio modesto avviso l’evento greco, se positivo è quasi completamente scontato dai mercati mentre un eventuale disattesa da parte dell’LTRO soprattutto in termini di collaterali portati alla BCE potrebbe essere un catalyst importante per cui in vista della nuova emissione si attende una maggiore volatilità rispetto al passato anche in considerazione che il macro ed il micro ora potrà fare meno da supporto ai mercati visto che anche la forte ripresa economica è oramai quasi completamente scontata dai mercati. La liquidità è comunque sempre disponibile per cui la scelta migliore in questa fase sugli indici è essere flat in quanto un ribasso potrebbe essere solo correttivo del trend in atto ed il rialzo se non corretto nel breve potrebbe portare a violente e repentine correzioni difficili da stoppare. In caso di correzione controllata un tentativo long sul test della trendline rotta recentemente (intorno ai 1320 spoore) e poi nell’area 1300 andrebbe fatta ma con stop abbastanza stretti
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Ottimo Gipa,
La vedo anch io più o meno come te,
Ho poca roba in canna long in equità( tra l altro solo titoli In cui credo ) mentre ho qualche cosa di short sul dax , ma nulla di eclatante.
Oggi molto probabilmente ci sara’ una sparata long subito in partenza, ma come dici tu, la cosa migliore e’ fattare il Ptf .
Sul fronte obbligazionario invece , a mio parere ci sono situazioni interessanti a livello di corporate , a 360 di spread , settimana scorsa ho mollato tutti i btp x girare appunto sui bonds societari, che a pari scadenza/btp , regalano 1% di rendimento in piu’.
Attenzione solo alle rotture Up delle trend line di medio lungo dei mercati azionari.
Ciao