SpartiacqueI rimbalzi della scorsa settimana sono propedeutici ad ulteriore recuperi o a nuovi affondi?Dopo una lunga sequenza di settimane ribassiste la scorsa settimana ho per ben due volte segnalato la possibilità di un rimbalzo tecnico di breve periodo che in concreto si è realizzato sebbene nel secondo caso con le dovute precauzioni dovute al fine settimana incombente. In entrambi i casi il rimbalzo si è realizzato ma ora per quanto riguarda il secondo caso bisogna domandarsi se esso avrà spalle più larghe dei precedenti oppure no. In realtà le condizioni tecniche e gli internals ci dicono che il recupero potrebbe avere una certa durata, se non da questi livelli da poco sotto, questo perchè oltre che condizioni tecniche di ipervenduto di breve, vediamo un sentiment negativo tipico delle fasi precedenti che hanno segnato un bottom, una negatività macro pressochè scontata, e valutazioni del mercato non certo supportive ma che in caso di liquidità dovrebbero poter sostenere il mercato. Andiamo ad analizzare questi elementi: 1)In questo chart che allego tratta dalla pagina web di un autore di stockcharts che ha raggruppato in maniera interessante tittoli mercati e settori per avere una panoramica completa complessiva si può notare che molti indicatori tecnici e di partecipazione indicano la possibilità di una reazione dai livelli raggiunti in questi giorni. 2)Se poi assommiamo ad esso le letture del Vix che ha effettuato spike nella seduta di giovedì, dei put call ratio che sono per quanto riguarda CPCE CPC Oex CPC supportivi sebbene l’ Open Interest dell’Oex risulti in discesa ma ancora estremamente elevato sopra 1,50 con le letture dei sondaggi sugli operatori di mercato non possiamo non notare che sono letture compatibili con un bottom almeno di breve.
3)Infine gli indicatori macro cone il Citigroup economic surprise index è su livelli che indica che tutta la negatività è pressochè scontata dai mercati salvo casi clamorosi quali Lehman Bros & C. http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=CESIG10:IND In questo scenario dove il tape ci dice che il mercato potrebbe effettuare un rimbalzo più duraturo bisogna però rimanere estremamente cauti: dal mio monitor vedo che l’intermarket non è assolutamente favorevole e molte delle potenziali situazioni negative dai mercati stanno proseguendo sulla strada del peggioramento, dal rallentamento globale, al rischio bolle. Prendiamo l’intermarket, se osserviamo alcune commodities chiave per i mercati finanziari quello che possiamo notare ed una maggiore resistenza delle stesse alla correzione rispetto agli indici e questa non è buona cosa per l’economia mondiale. Prendiamo il brent dated, cioè l’indice sul petrolio attualmente miglior benckmark del West texas americano in quanto quest’ultimo ingolfato dal petrolio canadese e dalla difficoltà di smaltire lo storaggio a Cushing in Oklahoma che ha causato una sottoperformance del petrolio americano rispetto a tutte le altre unità di misura petrolifere. In questo caso non possiamo non notare la lontananza del prezzo da supporti importanti per il lungo periodo, resistenza causata sicuramente dalle difficoltà di approvvigionamento europeo al petrolio ma non solo.
Se poi osserviamo il rame metallo chiave per innumerevoli settori, da quello dei trasporti a quello immobiliare non possiamo non notare anche in questo caso una notevole resistenza alle difficoltà dell’economia globale, in questo caso il rischio di correzione di medio è più impellente ma comunque c’è spazio prima di compromettere il trend primario di crescita.
Se spostiamo l’osservazione invece verso l’azionario ed in particolare verso alcuni titoli guida che ahnno fatto da traino all’intero listino o che comunque hanno mostrato un andamento in linea con lo stesso quali Apple nel primo caso e Google nel secondo non possiamo non notare un rallentamento del trend in essere ed una negatività di fondo con Apple al test di un importante supporto dinamico e contemporaneamente con le media mobile esponenziale a 200 periodi. Google invece la trend sembra averla già rotta da tempo.
Se poi spostiamo lo sguardo invece su mercati che sono stati fino a poco tempo fa i leader di questo rialzo lo scenario non è dei migliori. Hong Kong sembra aver rotto al ribasso un trading range che conteneva l’indice da diverso tempo spostandolo quindi verso un livello di range più basso e con ancora diverso spazio da coprire. Shanghai invece sembra aver rotto la trendline che sosteneva l’intero recupero da fine 2008 ad oggi.
L’India ha una situazione grafica più complessa ma comunque sembra indebolita dal rialzo dei tassi domestico, è all’interno di unca nale rialzista debole ma sembra intenzionato ad andare a ritestare la parte bassa del canale rialzista.
Anche il Brasile ha già rotto da diverso tempo la trendline che sosteneva tutto il rialzo 2008/2011 ma ora sta approcciando un’area di resistenza statica chiave.
In questo contesto con i titoli ed i mercati leader in forte rallentamento, con notizie negative che si accumulano sui settori ritardatari come i finanziari che fanno fatica a riprendersi, con le commodities, che pur alle prese con rialzi dei margini e con riduzione delle prospettive di negoziazione non sembrano avere intenzione di correggere in maniera significativa, con il solo settore industrial ancora forte e che giustifica la forza dell’indice tedesco, difficile pensare che la correzione si sia esaurita in questa fase e anzi aumentano le prospettive affinchè uno scenario neutro negativo si affacci mano a mano sui mercati. Certamente se lo scenario è simile a quello vissuto a metà 2010 allora gli indicatori di cui sopra segnalano che se non adesso nel giro di un paio di sedute negative gli indici sono pronti a rigirarsi ed a ripartire risalendo ai livelli attuali nel giro di poco tempo, ma se come sembra dal comportamento di alcuni put call ratio, dalla posizione degli investitori individuali e professionali, come sembra dai mercati intermarket questa correzione è più profonda di quella dell’anno scoro ed indica una situazione economica nei paesi occidentali che si avvicina sempre più ad un rischio recessivo allora bisogna stare ancora molto attenti e cauti sui mercati. Essendo che oramai da molto tempo propendo per la seconda ipotesi il mio invito deve essere alla cautela operativa per chi vuole sfruttare i long, se poi nel breve periodo qualche operazione in controtrend è andata a segno ancora di più c’è delle buone ragioni per rimanere cauti ed aspettare gli eventi alfine di capire al meglio dove il mercato vuole davvero andare. In realtà anche all’interno di scenari di ulteriore debolezza vi sono possibilità che portano gli indici nei pressi o anche poco sopra ai massimi realizzati recentemente sullo spoore, questo è normale nello sviluppo di top complessi che si sviluppino attraverso costruzioni di testa e spalle più o meno precisi o broadening top con in corso la leg 4. Ma i top complessi sono solitamente anche top importanti per cui non andrei a cavalcarli con eccessivo entusiasmo. Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo! |


















9 Commenti
Volevo scrivere anche io qualcosa ma mi appare questo:
In sintesi, comunque, anche secondo me rimane estremamente difficile fare una previsione per il brevissimo, molto potrebbe dipendere, a mio modo di vedere, da come i mercati interpreteranno il newsflow di questo week-end sia sulla soluzione (o rinvio della) del problema greco che sull’esito dei colloqui fra Obama e i repubblicani dall’altra parte dell’oceano sulla soluzione (o nulla di fatto) dell’innalzamento del tetto debitorio americano.
Tecnicamente, su tutti i mercati, sia europei che americani, ci troviamo davanti a strutture ribassiste (demarkiane) incomplete caratterizzate da alta probabilità di completamento, e contemporaneamente da situazioni di ipervenduto di breve in corso di riassorbimento, ma che brutte (o ritenute tali dai mercati) notizie potrebbero tranquillamente perpetuare.
I mercati, in questo frangente, sono molto “news-driven”, questo è innegabile.
Qualche grafico esemplificativo del Ftse mib future, che sarebbe stato oggetto dell’articolo di oggi, perfettamente rappresentativo dell’ universalità dei mercati occidentali, comunque, sia USA che Europa.
Sopra su time frame daily, sotto weekly: da notare l’incombente presenza, su entrambi gli orizzonti temporali, di tdst che, se rotti (o ri-rotti) al ribasso potrebbero condurre i prezzi decisamente più in basso, specie i 19570 di settimanale, che per ora ha permesso la tenuta dei corsi.
DeMark, come si può notare dal grafico postato sotto, è di una efficacia notevole sul Fuzzi; le ellissi blu contrassegnano tutte le aree di ingresso caratterizzate almeno da un countdown terminato, quelle rosse segnalano entrate un poco meno ortodosse ma anch’esse comunque con buone basi di entrata, soprattutto su “tenute” dei tdst.
Anche gli altri benchmarks, posto per tutti lo spoore daily e weekly, si trovano, come si può facilmente evincere dai grafici, in una condizione del tutto simile, solo leggermente più indietro nei countdowns.
Ma ciò si verifica spesso con il nostrano, quasi sempre ottimo anticipatore dei trends.
In conclusione, a mio avviso, a meno di mutamenti clamorosi, per ora rimane meno rischioso vendere i rimbalzi piuttosto che comprare i ribassi, salvo, come giustamente scrive Gipa, per operazioni veloci e speculative (leggi “cuori forti”).
Un caro saluto a tutti
DeMark, come si può notare dal grafico postato sotto…
eccolo, pardon
“il Citigroup economic surprise index è su livelli che indica che tutta la negatività è pressochè scontata dai mercati salvo casi clamorosi quali Lehman Bros & C”
e il downgrade dell’italia per chi specula intraday sul fib? resterà sempre una spada di damocle anche in caso di rimbalzo delle borse modniali, che dici?
ciao
lupoalberto66 ha scritto:
Contatta Argema….
@ QuickS:
Personalmente il problema rating è dato solo dallo spread… se questo fatto fa peggiorare il costo del debito allora l’influenza sui mercati sarà pesante senno lascia il tempo che trova visto le triple AAA ai subprime…
@ gipa69:
Dopo un po’ ha ripreso a funzionare, ma il problema riguardava anche il sito di I.O.
Solo una cosa temporanea, comunque.