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shhhhhhhibor!!! Come i tassi in Cina influenzano il resto del mondo

Una possibile analisi delle conseguenze del perdurare del rialzo dei tassi a breve cinesi. Impatto sui cambi, sui tassi di interesse e sulle possibili correlazioni intermarket con uno sguardo agli indici azionari occidentali.

domenica, 23 gennaio, 2011 , ore 0:21 - 2 Commenti

Mentre gli indici più forti di questo ciclo, dagli indici USA, in particolare Russell2000  e Nasdaq, al FTSE100 passando per il Dax questa settimana hanno consolidato i guadagni precedenti  i periferici europei hanno continuato a recuperare la forza relativa persa in questi ultimi mesi con gli spread governativi in netto recupero ci prepariamo alla prossima settimana con lo spoore in una situazione di relativa debolezza, con il rischio che il consolidamenti degli indici senior presegua ancora per almeno qualche seduta salvo il recupero della trendline rialzista che sostiene l’indice da inizio dicembre e che è stata rotta questa settimana e poi ritestata ieri.

 

In questo contesto il mercato guarda con una certa preoccupazione l’ascesa di queste ultime sedute dello shibor cioè dei tassi a breve Cinesi come indicato a questo link in quanto le conseguenze di questa situazione possono essere molteplici e molte potrebbero essere rischiose per diversi asset sparsi nel mondo e fortemente correlati all’andamento dell’economia Cinese.

 

Pur tenendo in considerazione che siamo vicini al capodanno Cinese e quindi, come capita anche dalle nostre parti per le feste prolungate di natale e capodanno la liquidità tende a comprimersi a causa della mancanza degli operatori cerchiamo di analizzare punto per punto le possibili situazioni di crisi che da questo andamento potrebbero svilupparsi e le conseguenze di questa situazione:

1)Una ascesa così violenta dei tassi interbancari deve far pensare ad una carenza di liquidità, di funding dei sistema bancario Cinese, ed in effetti come riportano diverse notizie  nel corso della giornata di giovedì la Banca centrale Cinese ha dovuto effettuare delle operazioni di reverse pronti contro termini per fornire ad alcuni big player del credito cinese la liquidità necessaria per far fronte ai richiesti nuovi paramentri di riserve richiesti dalle autorità (vedi qua la notizia);

2)Nonostante che nel corso del 2010 la Banca centrale Cinese abbia rialzato più volte le riserve obbligatorie per le banche esse hanno concesso prestiti per circa 1,6 triliardi di dollari che in due anni fanno oltre 3 triliardi di dollari di prestiti, circa il 50% del prodotto interno lordo, prestiti utilizzati molto spesso dalle autorità provinciali per confernare e sostenere il proprio potere locale; in questa situazione il rischio di una nuova crescita delle sofferenze sul sistema bancario è  molto elevato e questo rischio si scontra con una curva dei tassi non particolarmente favorevole, curva fortemente invertita e che quindi non permette alle banche di poter risolvere eventualmente tramite il differenziale di tasso i problemi derivanti dei prestiti non performanti; ma irripidire la curva dei tassi porterebbe a far pagare il costo dei debiti problematici ai depositanti causando un probabile rallentamento dei consumi interni in un paese dove i privati hanno poca propensione al debito.

 

3)La curva invertita, se rimarra tale anche dopo il capodanno Cinese, come sanno un po tutti coloro che seguono l’economia, è foriera di possibili rallentamenti dell’economia solitamente abbastanza robusti e con conseguenze negative per tutti i mercati correlati. Come abbiamo visto nel recente passato le ultime due correzioni sui mercati azionari e rallentamenti economici sono scaturiti dopo l’inversione della curva dei tassi o comunque dopo l’appiattimento della stessa.

4)Il forte differenziale dei tassi tra economie con il tasso di cambio legato una all’altro non può che causare pressioni sulle valute e rischi di spostamenti improvvisi dei capitali speculativi con conseguenze abbastanza negative per i vari asset finanziari. Se il differenziale tra i tassi a breve Cinesi e quelli di Hong Kong aumenta significativamente come in queste ultime settimane è inevitabile che la richiesta di depositi denominati nella valuta Cinese nell’ex colonia britannica non può che crescere esponenzialmente così come la richiesta di investimenti in valuta cinese da parte dei cittadini statunitensi (vedi articolo)

 

5)Questa richiesta di investimenti in valuta cinese non può che porre pressione su il tasso di cambio, con l’aumento dei costi relativi al mantenere i cambi correlati o comunque mantenerli con oscillazioni all’interno di una banda prefissata, con il rischio di aumento della massa monetaria e quindi con la possibilità di  espandere il credito da parte delle banche cinesi (come e più degli ultimi due anni) oppure con la necessita da parte della banca centrale cinese di sterilizzare questo aumento della massa monetaria con l’aumento dei costi che questa sterilizzazione comporta.

6)Collegato a quest’ultima problematica c’è il fatto che una situazione di differenziali di tassi elevati su valute fortemente correlate tra di loro se non anche legate porta ad una inevitabile forza delle valute favorite dal differenziale di tasso e questo spinge da una parte queste valute a rafforzarsi come mostra l’andamento del dollaro di Taiwan in questi ultimi mesi moneta storicamente correlata alla valuta cinese che ha effettuato recentemente nuovi massimi multiannuali. Questa pressione sui cambi e sui tassi di questi paesi può portare a perdite in conto capitale sulle posizioni da essi detenute sui mercati obbligazionari occidentali come quelli USA come mostra il prezzo dei bond decennali USA in valuta locale, queste perdite potrebbero portare ad un minor interesse di questi paesi ad indebitarsi sulle valute occidentali poerando a minori acquisti in un momento in cui l’offerta di obbligazioni governative USA sono sui massimi storici, e in considerazione che prima o poi la FED dovrà trovare una exit strategy delle proprie posizioni di acquisto sulle obbligazioni governativer statunitensi.

 

 

In sintesi un movimento dei tassi interbancari cinesi può avere molteplici conseguenze tra cui le più importanti sui mercati globali potrebbero essere sui cross locali e sui mercati obbligazionari occidentali; sui cross occidentali c’è da dire che la forza relativa di una valuta rispetto all’altra può essere dettata da altri fattori come la fine della speculazione sul break-up dell’europa oppure sul rimpatrio di capitali da parte della mega caps USA per cui l’impatto di questi eventi potrebbe avere la sua importanza ma non decisiva.

Nel lungo periodo una curva invertita o piatta potrebbe causare nel giro di qualche mese un rallentamento dell’economia cinese con conseguenze globali visto il peso dell’economia cinese sull’economia globale soprattutto per quanto riguarda la crescita complessiva.

 
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Categorie : Economia, Intermarket, Mercati
 
avatar gipa69

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2 Commenti

  • # wpmp_switches
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    ottimo:
    è l’unico commento serio che ho trovato
    su un fattore di mercato che avrà sempre più peso
    grazie

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