Roubini contro l’oroPerchè per me l'oro non è in bolla.In un recente report della Roubini Global Economics il buon Nouriel indica nell’oro un andamento tipico delle bolle speculativa ed invita cautela nell’investire nella barbara reliquia.
I principali motivi che evidenziano il rischio bolla e quindi un probabile calo strutturale sono da ricercare in diversi elementi che vado qua a riassumere: 1)La fine del carry sul dollaro potrebbe causare una pesante correzione dell’oro.
2)La exit strategy delle banche centrali, la fine dei QE ed un eventualke rialzo dei tassi potrebbero causare la fine della bolla sull’oro.
3)Un aumento della percezione del rischio potrebbe portare ad un rafforzamento del dollaro e quindi ad una debolezza dell’oro.
4)La bolla dell’oro si alimenta di trend di momentum che quando vengono reversati causano il crollo dell’asset interessato.
5)Anche l’aumento dei rischio governativo potrebbe si causare una forza dell’oro ma anche in caso di avversione al rischio si potrebbe verificare una ricerca di asset liquidi come il dollaro e le altre valute a svantaggio dell’oro.
Per Roubini giustificare l’acquisto dell’oro dal possibile crollo delle fiat money è quantomeno prematura in considerazione che i moltiplicatori monetari sono in forte calo ed in considerazione del fatto che le tensioni inflazionistiche sono al momento remoti e distanti dal realizzarsi.
Naturalmente ho il massimo rispetto del doctor Doom e delle sue considerazioni ma mi trovo ampiamente in disaccordo come già avevo segnalato in una risposta ad un’articolo di AC, un altro degli autori di blog del network investireoggi: http://ac-finanza.investireoggi.it/oro-in-bolla-822.html
Ora oltre alle considerazioni già elencate in quella risposta aggiungo un paio di grafici perchè secondo me molto spesso l’andamento grafico dice molto di più di ogni considerazione macro: infatti se sostenevo anche io la possibilità di una correzione dell’oro di circa 200 dollari (attualmente siamo circa a 130) personalmente non vedo ancora quegli estremi caratteristici delle bolle speculative.
Infatti osservando il grafico dell’oro attuale con quello relativo alla bolla (quella si vera) della bolla degli anni 70 oppure ancora osservando il paragone tra l’andamento attuale dell’oro e quello del nasdaq a fine 90 possiamo con certezza affermare che sull’oro al momento non vi è alcuna bolla ma solo un trend rialzista che solo la discesa sotto i 1000 dollari potrebbe negare.
Personalmente la fretta di molti analisti di liquidare l’oro come una bolla e la veloce adesione di molti analisti è proprio uno di quegli elementi che ci fa pensare che la bolla non è ancora e assolutamente in atto e solo quando la maggior parte degli analisti sarà pro oro potremmo riprendere in mano queste considerazioni.
Per il momento come mostrato anche dal recente report di Pring sui grafici di lungo periodo una o die ppossibile gambe ribassiste sui mercati azionari in eccesso del 25% sono possibili e questo evento avverrebbe contemporaneamente a dislocazione finanziarie e come dimostrato da tempo hanno sempre consentito all’oro di avere ottime performance in quanto le strategie delle nazioni per compensare le crisi è sempre stato inflazionare.
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4 Commenti
Scusa gipa ma negli anni ’70 c’era inflazione ora c’e’ deflazione, quindi i grafici andrebbero quantomeno corretti….
Ora premettendo anche che la tua osservazione è giusta essa si scontrerebbe comunque con l’esempio data dalla bolla speculativa del nasdaq avvenuta in periodo di disinflazione. Tieni conto che l’oro devorebbe difendere il suo potere d’acquisto dall’inflazione monetaria e non da quella dei prezzi per cui ha poco senso fare questo confronto in quanto l’oro acquista valore anche a causa di inflazione da asset finanziari.

Detto questo ed anche deflazionando l’oro sia con i dati del CPI ufficiali sia con i dati annullando tutti gli aggiustamenti effettuati nel calcolo dell’inflazione negli ultimi 20 anni si hanno valori inferiori rispetto ai massimi assoluti ed aggiungo anche che come pressochè tutte le commodities il loro valore deflazionato di lungo periodo mostra un trend in calo causato dalle scoperte degli ultimi trecento anni di nuove terre inesplorate con forti risorse naturali e dai miglioramenti tecnologici estrattivi ma ora anche questo macro trend sembra in rallentamento.
bungiorno e buone Feste a tutti,
solitamente si grida “bolla bolla” quando è scoppiata e chi doveva guadagnare si era sistemato.
ora probabilmente il popolo bue ha aniticipato le mani forti e ………
staremo a vedere.
grazie per l’ottimo lavoro che svolgete.
Ho letto anch’io l’ipotesi roubiniana sulla presunta bolla aurifera e devo dire che l’articolo di Gipa ha confortato il mio ego, perchè anche a mio modo di vedere sull’oro mi pare azzardato parlare di bolla, o per lo meno molto prematuro, in ossequio a una visione del futuro che personalmente immagino più probabilmente inflattiva che deflattiva.
Per quanto riguarda l’analisi tecnica, adesso vi scodello qualche grafico visto dal semplice ed immediato punto di vista di DeMark
Questo sopra è un grafico mensile, che negli ultimi 5 anni è stato in grado di generare due setups di vendita con relativi countdowns che, come si nota facilmente, hanno individuato con ottima approssimazione i punti di svolta del mercato, o per meglio dire le sue pause, dal momento che nessun ritracciamento ha generato conteggi opposti.
Da notare come l’aver portato a termine i conteggi di countdown su entrambi i setups, considerando il secondo come un recycle anche se non ne avrebbe strettamente avuto le caratteristiche (per via della sua estensione più che doppia rispetto al primo), avrebbe consentito di sfruttare anche il più importante dei ritracciamenti, di circa 350$.
Ciò che mi premeva sottolineare, però, è l’utilità, nell’applicare DeMark, dell’utilizzo di analisi comparate su time frames differenti, che si nota molto bene aggiungendo al grafico mensile quello settimanale:
Come si può notare facilmente, a fine gennaio e fine febbraio 2008 sul mensile si sono materializzati due “13″ di combo e sequential e il 9 marzo, sul settimanale, è apparso un “13″ di sequential: la combinazione di segnali su time frames differenti è, secondo DeMark, un evento che spesso determina inversioni più intense e durature e così in effetti è stato, poichè il calo dei prezzi si è protratto fino alla fine di ottobre del 2008.
Il sequential weekly, inoltre, avrebbe individuato, la settimana del 2 novembre, un probabile esaurimento del trend negativo, permettendo di reversare la posizione da short a long e di cogliere il successivo, forte rialzo delle quotazioni fin quasi ai max toccati nelle scorse settimane.
Prossimamente esamineremo le modalità di ingresso in posizione dopo il concretizzarsi di un segnale.