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Nuove bolle, vecchio vizi

Situazione in miglioramento ma aldilà dell'ipercomprato di breve in fase di scarico i rischi di eccessi rialzisti sono molto prossimi in una situazione senza precedenti.

sabato, 28 gennaio, 2012 , ore 21:45 - 6 Commenti

Negli ultimi due articoli parlando degli indici USA avevamo indicato la possibilità di una pausa di consolidamento degli indici azionari in quanto gli indici erano in ipercomprato e in quanto lo spoore era a contatto con una resistenza dinamica discendente chiave che unisce i massimi relativi ed assoluti dell’indice degli ultimi 4 anni. Ora dopo un modesto break di questa trendline l’indice ha effettivamente reversato anche se non in maniera significativa in quanto intervenute durante la settimana le nuove politiche monetarie della FED che hanno in qualche modo fatto da cuscinetto alla possibile discesa degli asset di rischio attraverso l’indebolimento del dollaro. Infatti lo spoore in euro come mostra questo grafico ha corretto di circa un 2% contro invece un oro in euro che ha visto crescere il suo valore nell’ultima settimana.

 

Questo movimento è stato anche realizzato in quanto diversi dei soldi usciti nei mesi scorsi dai mercati europei sono invece tornati indietro rafforzando quindi l’andamento dell’euro contro dollaro e consentendo ai mercati europei un consolidamento modesto (Stoxx europe 600 è a -0,18 e con diversi indici importanti quali in Dax e lo SPmib positivi in settimana).

C’è inoltre da evidenziare che le ultime dichiarazioni della FED, sebbene poi non così bullish come a prima vista potrebbe sembrare (vi sono molti dissenzienti alla posizione mostrata unitaria nel commento finale) hanno causato un nuovo e violento crollo dei rendimenti dei titoli a medio lungo periodo (soprattutto la parte della curva 5/7 anni è andata a nuovi minimi assoluti) a causa della necessita da molti investitori di uscire dai fondi monetari che per i prossimi due anni non potranno che avere rendimenti negativi o quasi ed entrare su scadenze più lunghe per poter ottenere rendimenti positivi. (24 miliardi di dollari in uscita dai fondi monetari da inizio 2012).

Mossa certamente atta a stimolare il mercato immobiliare attraverso la leva di tassi di lungo periodo sui minimi storici contemporaneamente alla recentissima implementazione  dell’HAMP, cioè del sistema di prevenzione delle espropriazioni ingegnato dalle autorità USA con un pagamento a carico dello stato triplicato e con l’inclusione di molti altri immobili; politica fiscale che va nella giusta direzione sebbene ampli ulteriormente il deficit di bilancio.

Queste manipolazioni dei mercati obbligazionari con rendimenti compressi oltre ogni misura e spinti da politiche di espansione dei titoli detenuti dalle banche centrali non possono che essere considerate l’ennesima bolla finanziaria con cui prima o poi ci dovremo confrontare come l’ennesimo problema creato dalle istituzioni finanziarie per risolvere altri problemi sempre da loro creati. Un conto è evitare con politiche controcicliche movimenti di correzione pesanti del ciclo economico, un altro è stimolare e confortare la speculazione finanziaria a fare più profitti possibile nel piu breve tempo possibile; queste politiche sono deleterie, il fatto che gli asset complessivi controllati dalle  principali banche centrali siano ora pari a 15 triliardi di dollari e rappresentino ora oltre il 30% del totale di capitalizzazione dei mercati deve far riflettere e preoccupare in quanto queste politiche sembrano destinate a far la stessa fine delle politiche di espansione del debito perseguita negli anni scorsi.

 

Cosi come è dimostrato che man mano che il debito aumenta in termini percentuali rispetto alla ricchezza disponibile di una persona, di un paese o di un impresa, questo aumento influenza sempre meno la crescita economica di quella persona, paese azienda cosi possiamo dire che mano a mano che il bilancio delle banche centrali si espande è sempre più probabile che il suo effetto sulle economie reali sia sempre meno incisivo.

Poi certo occorrerà anche fare una certa distinzione tra banche centrali in quanto l’espansione messa in piedi dalla FED è certamente più rischiosa di quella messa in piedi dalla BCE in quanto la FED acquista a mercato titoli ed asset (così come anche la BOE e la BOJ) mentre la BCE sostituisce asset con liquidità attraverso operazioni REPO (pronti contro termine) per dare sollievo alla liquidità sistemica e tende a sterilizzare i propri acquisti di debito sovrano.

Attualmente però il sentiment è molto supportivo ai mercati di rischio, sebbene l’economia USA abbia avuto una crescita anemica nella sua componente di vendite finali (circa lo 0,8%) del PIL contro un aumento degli inventari pari all’ 1,9% che saranno causa di minor crescita nel primo trimestre del 2012, i dati migliori delle attese degli indici manifatturieri dei vari dipartimenti, il recupero economico dell’Europa trascinato da un area core sempre robusta e i paesi emergenti in rallentamento ma controllato sembrano fare da catalizzatore ad un mercato in forte recupero.

 

Ora un VIX che ha testato recentemente i 16, un CPC che ha testato area solitamente correttive, l’AAII sempre profondamente rialzista non fanno altro che far percepire il rischio di assumere posizioni eccessivamente condivise, ma vero è che il pessimismo di fine anno sembra completamente scomparso dagli orizzonti dei mercati che anzi sembrano attendere la soluzione della Grecia come un buon motivo per correre ancora. In ogni caso comunque la pausa correttiva è vista dai più come un compra sulla debolezza e questo potrebbe portare questa correzione un po più in profondità per cancellare questa mentalità eccessivamente ottimista e permettere al mercato di crescenre in maniera più salutare nonostante i magheggi dei banchieri centrali.

Qua un grafico del mercato USA che identifica bene alcuni punti di supporto alla correzione non troppo distante dai livelli attuali e che potrebbero cambiare lo scenario bullisg di breve.

 

Personalmente come sapete sono scettico su questo scenario troppo bullish; gli utili dei prossimi trimestri saranno per le banche europee stellari visto la possibilità di utilizzare liquidità a basso costo per comprare debito sovrano a tassi significativamente superiore (secondo JPMorgan fino ad ora le banche europee hanno incrementato le esposizioni sui sovrani di circa 4 miliardi di euro) ma anche di ricomprare il proprio debito venduto agli istituzionali lucrando sul differenziale tra acquisto e vendita (vedere la recente operazione di Unicredit sul riacquisto del proprio debito subordinato e perpetuo) ma l’effetto del credit crunch comincia a manifestarsi ora come mostra questo grafico di SG e è possibile che gli effetti proseguano ancora almeno fino al prossimo LTRO di fine febbraio. Inoltre gli utili delle imprese, sebbene spinti dall’espansione dei propri business potrebbe trovare delle limitazioni da politiche di dumping messe in atto un po da tutte le realtà commerciali dominanti, dalla svalutazione controllata del cambio degli USA, all’espansione dell’economia domestica della Cina fino alla tutela del sistema bancario europeo.

 

Conclusioni: Avevamo indicato in una possibile pausa correttiva lo scenario più probabile per questa settimana e lo scenario si è avverato solo in parte confermando la forza di momentum del mercato; personalmente qualche eccesso (vedi il recupero impressionante del debito corporate europeo) va ancora un attimo riassorbito ma la liquidità a disposizione delle banche, dello shadow banking è immenso e quindi il rischio di movimenti al rialzo elevato; siamo però in presenza di liquidità fittizia, di sostegno delle banche centrali senza precedente con rischi di consolidamento dello stesso da non sottovalutare per cui si rimane positivi sui mercati ma estremamente prudenti in quanto l’effetto gennaio (cioè l’effetto per cui in gennaio i titoli di peggiore qualità solitamente sovraperformano i titoli di qualità) sta finendo e febbraio è solitamente un mese di consolidamento. Possibile proseguimento del consolidamento.

PS: prima che qualcuno mi dica che il Baltic Dry Index è su minimi multiannuali e questo potrebbe essere un segno della debolezza complessiva del ciclo economico oltre a rimandare ad un articolo di diverso tempo fa che già spiegava che l’offerta di tonnaggio nel settore era eccessiva, oltre a rimandare al grafico che mostra che altre volte il BDI ha corretto pesantemente senza influenza significativa sugli asset di rischio; c’è da aggiungere che questa è una eccezione rispetto agli altri misuratori del trasporto merci tutti messi meglio del BDI in quanto esso è stato  influenzato recentemente dalle alluvioni dei paesi esportatori di materie prime come Australia e Brasile e dalla fine della spinta all’aumento degli inventari dell’acciaio cinese di Dicembre.

 

PS2: lo so che hanno più presa sul pubblico gli articoli ottimisti ma a me piace sempre essere realista; ne troppo ottimista ne troppo pessimista, all’interno della pancia del mercato per cercarne di capirne i trend.

 

 

 
 
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6 Commenti

  • # wpmp_switches
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    Buongiorno gipone, sempre piacevole leggere le tue analisi, e concordo con te , che al momento potrebbero esserci in vista delle correzioni sui mercati equity .

    Ma al momento vedo solo una possibile correzione tecnica e nn un inversione di trend ,visto che SP500 e’ da novembre che sta salendo, et fisiologicamente un rifiato ci starebbe tutto ma ricordiamoci che i mercati attualmente non si trovano a premio con i prezzi delle società quotate ,Le Borse non sono affatto care: nè l’S&P che esprime un rapporto prezzo utili di 12,4 sul 2012 e tanto meno lo Stoxx con un p/e poco sopra 10. C’è spazio per una crescita ragionevolmente moderata, per quanto l’ottimismo che si sta diffondendo sui mercati abbia spinto qualche analista a pronosticare rialzi superiori al 15%, tali da portare il p/e attorno alla media degli ultimi decenni (circa 15). Un po’ di sano realismo dovrebbe farci capire che i tempi sono cambiati.

    Dal mio modesto modo di vedere invece, sono gli articoli bearish ad attrarre più audience, un po’ come con il turismo macabro: tutti che condannano a parole l’assassino di turno , ma tutti a leggere il macabro ritrovamento del corpo , se nn a

    Con stima

  • # wpmp_switchet
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    Sulla faccenda degli articoli ti posso assicurare che c’è una certa prevalenza di lettori per gli articoli dove il titolo faccia pensare a considerazioni bullish; certamente ci sono altri fattori che fanno da magnete: se si parla di titoli italiani o di prodotti di consumo ad esempio l’attrattiva è moltop iu elevata piuttosto che se si parla di borsa USA ecc.. ma comunque all’intenro di queste considerazione i titoli bullish hanno più presa… :D

  • # wpmp_switcheu
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    Ciao :-) , concordo su quasi tutto :mrgreen:

    Anche io nutro molte perplessità ma il trend è forte ed ha scaricato senza perdere quota, tipico dei trend solidi
    Credo abbiano deciso che a wallstreet serve un rally cmq sia,,,,ed anche la disponibilità di un ulteriore intervento di qe, rafforza in me l’idea da te correttamente ricordata ,, “Attualmente però il sentiment è molto supportivo ai mercati di rischio,,,”
    Per il bdi è un falso problema o meglio nn è cosi catastrofico come sembra ma figlio di un eccesso d’offerta stante contrazione della domanda

    Cmq grazie, sempre riflessioni interessanti ;-)

    Buona serata

  • # wpmp_switchev
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    Si esatto era il significato del commento di questo fine settimana.. il trend è ben delineato è forte, vi sono dei magheggi dietro ma fino a quando sostengono ci si dovra accontentare di brevi pause correttive, e l’inversione arriverà in maniera anonima..

  • # wpmp_switchew
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    comunque se l’s&p esprime un rapporto prezzo utili di 12 sul 2012 è caro.
    dovrebbe scendere almeno del 30%,non bisogna guardare il passato,il mondo è cambiato.

  • # wpmp_switchex
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    @ mari:

    Si ne parleremo magari la prossim volta ma tendenzialmente son daccordo con te. :-)

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