Come recentemente evidenziato in un articolo tratto dal sito di Hussman la componenete volumetrica solitamente presente nelle fasi di recupero post-crash è fortemente latitante in questa fase e mostra caratteristiche speculative senza precedenti.
Come mostra questo bel grafico la differenza tra la salita effettuata nei sei mesi successivi al bottom e l’aumento dei volumi realizzati è senza precedenti dal dopoguerra ad oggi. La cosa soprendente poi evidenziata dall’articolo è che il leggero aumento dei volumi avvenuto nelle ultime settimane è da attribuire in buona parte ad una manciata di azioni tra le quali le più bastonate durante la fase del ribasso, segno alquanto speculativo degli stessi volumi.
Tra i tanti segnali di allarme che questo rally sta emettendo sicuramente questo è uno dei più importanti.
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4 Commenti
# wpmp_switches
lupoalberto66
giovedì, 24 settembre, 2009, ore 15:13:45
Scarsità di volumi mi fa pensare a pochi soggetti aventi a disposizione grandi quantità di denaro che comprano i mkt utilizzando molto i derivati e poco i titoli sottostanti, perciò è necessario fare in fretta e arrivare il più in alto possibile, poichè quando e se il trend invertirà potrebbero mancare gli ammortizzatori in grado di frenare la discesa (i volumi, appunto)… il missile si trasforma in trivella e molti a domandarsi come mai si continui a scendere nonostante l’ipervenduto
Beh secondo me ci sono anche considerazioni di sentiment e demografiche. Il ripetersi sui mercati azionari di due bolle speculative consecutive di natura finanziaria ha reso molto più diffidenti gli investitori sul mercato azionario in considerazione che anche il mantra che nel lungo periodo l’azionario rende più dell’obbligazionario è stato almeno parzialmente e momentaneamente rimesso in discussione (in realtà paragonare l’azionario con l’obbligazionario è un esercizio inutile in quanto è simile a paragonare le mele con le pere, sempre di frutta si tratta ma con caratteristiche molto diverse ) . Poi secondo me la componente demografica gioca la sua parte, molti dei baby boomers in USA ed Europa sono vicini all’età pensionabile e sicuramente hanno fondi pensioni che tendono a ridurre l’esposizione azionario mano a mano che si avvicinano alla scadenza e con le crisi degli ultimi anni questo fenomeno si sarà anche accentuato riducendo quindi la liquidità a disposizione dell’azionario con posizione contributive dei nuovi entranti sempre più inferiori in termini di verasamenti e continuità lavorativa (teniamo conto che in USA il tasso di disoccupazione considerando anche i lavoratori saltuari è molto più elevato di quanto dichiarato)
Autori del Blog
gipa69 Seguo i mercati finanziari con grande passione da 18 anni. Macroeconomia, analisi tecnica, relazioni intermarket.
Ieri 15:33Smentendo quanto espresso oggi da alcune indiscrezioni di stampa, il presidente e amministratore delegato del gruppo Finmeccanica, Giuseppe Orsi, ha
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Scarsità di volumi mi fa pensare a pochi soggetti aventi a disposizione grandi quantità di denaro che comprano i mkt utilizzando molto i derivati e poco i titoli sottostanti, perciò è necessario fare in fretta e arrivare il più in alto possibile, poichè quando e se il trend invertirà potrebbero mancare gli ammortizzatori in grado di frenare la discesa (i volumi, appunto)… il missile si trasforma in trivella e molti a domandarsi come mai si continui a scendere nonostante l’ipervenduto
@ lupoalberto66:
http://ftalphaville.ft.com/blog/2009/09/24/73736/this-bank-engineered-equity-rally/
Questi sono daccordo con te e anche io propendo per questa possibilità sebbene sia una concausa del rialzo senza volumi
@ gipa69:
Grazie Gipa, molto interessante, sei una vera miniera di informazioni
P.S. quali sono per te le altre cause di questo rialzo senza volumi?
Beh secondo me ci sono anche considerazioni di sentiment e demografiche. Il ripetersi sui mercati azionari di due bolle speculative consecutive di natura finanziaria ha reso molto più diffidenti gli investitori sul mercato azionario in considerazione che anche il mantra che nel lungo periodo l’azionario rende più dell’obbligazionario è stato almeno parzialmente e momentaneamente rimesso in discussione (in realtà paragonare l’azionario con l’obbligazionario è un esercizio inutile in quanto è simile a paragonare le mele con le pere, sempre di frutta si tratta ma con caratteristiche molto diverse )
. Poi secondo me la componente demografica gioca la sua parte, molti dei baby boomers in USA ed Europa sono vicini all’età pensionabile e sicuramente hanno fondi pensioni che tendono a ridurre l’esposizione azionario mano a mano che si avvicinano alla scadenza e con le crisi degli ultimi anni questo fenomeno si sarà anche accentuato riducendo quindi la liquidità a disposizione dell’azionario con posizione contributive dei nuovi entranti sempre più inferiori in termini di verasamenti e continuità lavorativa (teniamo conto che in USA il tasso di disoccupazione considerando anche i lavoratori saltuari è molto più elevato di quanto dichiarato)