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Le titubanze della politica

I mercati vorrebbero salire nonostante la politica... gli sarà permesso?

domenica, 6 novembre, 2011 , ore 23:02 - 5 Commenti

Diversi mesi fa avevo evidenziato come le decisioni della politica sarebbero ritornate al centro delle considerazione dei mercati finanziari in quanto lo spostamento del debito dal privato al pubblico per evitare fenomeni depressivi avrebbe inevitabilmente fatto peggiorare le situazioni debitorie degli stati e questo avrebbe portato con se l’inevitabile ritorno dell’importanza dei deficit pubblici e delle relative politiche fiscali. Questi flussi di notizie politiche, soprattutto per le borse europee sono diventate nelle ultime settimane un delirio intermarket dove un mercato che obiettivamente vorrebbe salire si scontra con news contrastanti che segnano i tempi non solo di medio ma anche di breve e di brevissimo.

Il listino italico, sebbene i cds dei GIPSI (acronimo più simpatico e comunque adatto per definire i paesi europei in difficoltà) siano nei pressi dei massimi e dove stavano  a metà settembre, mostra una certa forza relativa, che se si tiene conto che è comunque un indice ancora molto debole deve far riflettere sui desideri dei mercati.

Però la tensione sui finanziari non è ancora scemata con l’OIS e il TED spread dell’area euro ancora elevato a testimoniare la difficoltà di funding delle banche dell’area e di come l’EFSF sia ancora un tema caldo e non risolto.

In ogni caso si vive di nervi sulle news, e seppure in un contesto di fondo in miglioramento le difficoltà di uscire dalle secche di questa crisi ci sono tutte, ricordiamoci che nel periodo aprile/settembre i settori sovraperformanti sono stati difensivi e questo deve far riflettere su quale era la postura del mercato in quella fase. Personalmente il credit crunch di buona parte dell’europa deve far riflettere sul fatto che l’area euro se non risolve i suoi problemi cadrà in recessione sicura e questo indebolirà l’intera struttura economica mondiale.

Se diamo un occhiata al listino USA, tra i più performanti a livello globo non possiamo non notare che la correzione di inizio settimana è forse servita a scaricare gli eccessi di ipercomprato derivanti da un mese di ottobre straordinario in termini di performance complessiva, dico forse perchè la sfera magica non ce l’ha nessuno soprattutto in un contesto del genere ma è una teoria che ha alcuni punti di controllo chiave dati in particolare dal supporto statico intorno ai 1215 che finchè regge dichiara uno scenario moderatamente positivo e con ancora alcune cartucce da sparare almeno sul listino USA dove comunque gli utili delle imprese hanno tenuto abbastanza pur in un contesto difficile. La possibilità di raggiungere e superare i 1300 sono ancora intatte in questo momento, soprattutto viste le letture attuali del CPC generale sebbene ribadisco in un contesto di volatilità che deve far ridurre necessariamente gli importi investiti per ridurre al minimo i rischi di perdite. (oppure a chi piace sono necessari maggiori livelli di copertura alle proprie posizioni).

L’effetto leva sull’Italia nel caso di ulteriore recupero sarebbe molto buono.

 

Questo rialzo comunque resta per me molto debole perchè il fenomeno di deleveraging non finirà certo con la sistemazione del problema europeo, i paesi occidentali devono comprimere i debiti contratti in misura maggiormente significativa e per farlo saranno costretti a sbarazzarsi di asset che fino a ieri sembravano buoni investimenti causando al sistema economico maggiori difficoltà complessive e favorendo le società con una struttura finanziaria più solida. Bisogna poi tenere conto che la struttura degli utili delle imprese, sebbene molto brillante non è sostenibile dal tasso di crescita dell’economia mondiale attuale.

Per poter realizzare gli utili le imprese hanno compresso i costi in maniera estrema, la difficoltà di crescita dei nuovi occupati in USA pur in presenza di utili stellari ne è la conferma, ma la pressione al ribasso è ai suoi limiti ed ulteriori difficoltà macro non potranno che far capitolare gli utili delle imprese che a quel punto potrebbero comprimersi molto più in fretta del solito calcolando che in questi anni la volatilità degli stessi è cresciuta significativamente.

 
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Categorie : Analisi Tecnica, Economia, Finanza, Intermarket, Mercati
 
avatar gipa69

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5 Commenti

  • # wpmp_switches
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    Chiaro , limpido e semplice nell esprimere concetti :)

    B
    R
    A
    V
    O
    :)
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  • # wpmp_switchet
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    Sempre grande, Gipa ;-)

    Ehi, spero tutto ok dalle tue parti col meteo ;-)

  • # wpmp_switcheu
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    Thanks per le news. :-)

    Marco

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