La lunga marcia del 7° cavalleriaAnalisi settimanale e mensile dei principali indici azionari americani condotta con le tecniche di market timing di Thomas DeMark. Una delle prime lezioni che ho avuto il piacere e l’ onore di apprendere dai mercati finanziari, ovviamente a suon di legnate, è stata quella di non essere mai etnocentrico, ossia di non giudicare e soprattutto [...]Analisi settimanale e mensile dei principali indici azionari americani condotta con le tecniche di market timing di Thomas DeMark. Una delle prime lezioni che ho avuto il piacere e l’ onore di apprendere dai mercati finanziari, ovviamente a suon di legnate, è stata quella di non essere mai etnocentrico, ossia di non giudicare e soprattutto di non cercare di prevedere mai il comportamento di qualcuno sulla sola base della mia cultura, della mia logica, dei miei costumi e delle mie nozioni. La dinamica comportamentale dei mercati è tremendamente darwiniana, non premia a mio parere la rigidità , bensì la capacità di adattarsi e di assimilare ed assecondare, mettendo in primo piano l’ elasticità e solo molto, ma molto dietro la forza. Come del resto avviene in natura da sempre, altrimenti, come osservava acutamente un compagno e collega del 3d su cui ogni tanto metto giù qualche pensiero, il mondo sarebbe popolato dai dinosauri, e invece la razza più diffusa a presente sul pianeta sono i topi. Se avessi tentato di prevedere la direzione dei mercati USA di questi ultimi mesi in base alla mia logica, avrei preso soprattutto in considerazione due elementi: - uno esogeno, la crisi dell’ Europa, una (se non la) delle più ricche, avanzate e popolose aree del mondo, prima per Pil aggregato nonchè principale mercato di sbocco delle merci prodotte in ogni dove, e il suo “prevedibile” e “inevitabile” effetto di trascinamento su tutte le altre economie mondiali; - l’ altro endogeno, vale a dire lo stato dell’ arte economico-finanziario dell’ Unione americana, un paese afflitto da un livello di disoccupazione che stenta a ridursi nonostante i massicci stimoli monetari , alla prese con un deficit di bilancio  pubblico che finora qui da noi si è visto solo in Grecia e in Gran Bretagna e con un conseguente livello di debito pubblico tendenziale degno di quello italiano, per tacere della necessità di future manovre fiscali per frenare questa deriva dei conti pubblici ma anche della difficoltà di metterle in pratica in un paese caratterizzato da un alto livello di indebitamento privato, etc. Insomma, malgrado sia conscio che gli USA hanno una banca centrale, la valuta di riferimento mondiale, il deterrente militare, la forza politica, francamente la mia sola logica non mi avrebbe mai portato a prevedere i loro mercati azionari praticamente sui massimi al 28 di luglio dell’ anno di grazia 2012. ça va sans dire, avessi agito in funzione dei miei parametri logici e culturali, avrei preso una topica memorabile, e mi arrovellerei nella frustrazione di osservare un portafoglio rosso sangue domandandomi il perchè. Ecco perchè mi permetto molto modestamente di suggerire sempre un metodo di analisi a supporto delle proprie convinzioni: se queste ultime sono la forza, il primo è il proprio sistema di adattamento all’ ambiente. Dinosauri e topi. Ora, dopo questa estenuante premessa, vediamo se l’ attitudine che i nostri cugini d’ oltreoceano hanno nello stupire sempre e comunque (nel bene e nel male) è destinata a continuare, oppure se anche loro dovranno piegarsi alla dura realtà delle crisi altrui e proprie (dinosauri e topi…vale anche per loro). Sempre secondo l’ ottica della metodologia che utilizzo, che non è infallibile per antonomasia, beninteso. E’ un’ indicazione, opinabilissima. Sp 500 future weekly:  scenario di medio periodo relativamente complesso, simile a quello descritto nell’ ultimo articolo, che invito a riguardare chi desiderasse approfondire gli aspetti più squisitamente tecnici, che qui mi limito a sintetizzare. Abbiamo un sell setup (229.75 punti di lunghezza) che avrebbe avuto tutte le caratteristiche per portare a conclusione almeno uno dei countdowns concepiti da DeMark. Invece, il ripiegamento dei prezzi è avvenuto prima, generando un reverse setup (149.50 punti). L’ applicazione ortodossa dei precetti demarkiani prevederebbe quindi l’ annullamento del sell setup e dei relativi conteggi ad esso afferenti. Una nuova leg rialzista diverrebbe impulsiva solo con la formazione di un nuovo sell setup e con il contestuale superamento della resistenza tdst posta a 1405 punti. Tuttavia, lo stesso DeMark afferma che, in presenza di determinate condizioni che però, purtroppo, non si premura di specificare nei testi, un reverse setup può essere ignorato e i conteggi relativi a quello principale essere mantenuti validi. Personalmente, ho elaborato, in base alla mia esperienza ed osservazione dei grafici con questa metodologia, una mia personale classificazione dei casi in cui un reverse setup può essere ignorato, che per brevità non ripeto, avendola già citata nell’ articolo precedente. Questo, per la verità un po’ tirato per i capelli, potrebbe essere uno di quei casi e ciò giustifica la continuazione dei countdowns nella parte scritta in corsivo. La sostanza, comunque, non cambia moltissimo, a prescindere dall’ ipotesi considerarta. La barriera da monitorare con grande attenzione è la resistenza a 1405, che potrebbe essere avvicinata con il completamento del sequential, con un max intrabar oltre 1397.50 (close di barra 8 del sequential stesso), oppure falsamente rotta e completamento anche del combo, che ha registrato 11 candele utili e che dovrebbe vedere almeno 2 close (oltre a tutte le altre regole) sopra i 1397.50 (che, oltre alla 8va di sequential, marcano anche l’ 11ma di combo). L’ alternativa sarebbe lo sfondamento del tdst e il contemporaneo compimento di un nuovo sell setup, giunto per la cronaca a 7 barre utili, come si può vedere nel grafico sotto.
L’ osservazione degli oscillatori presenta a sua volta qualche elemento di ambiguità : se il demarker1 consentirebbe ancora escursioni al rialzo, il composite momentum di Caruso, invece, ha recuperato molto rapidamente l’ area di ipercomprato in presenza di un rimbalzo di modesta entità e fatto in poche barre; mi pare di poter riconoscere una di quelle situazioni in cui il suo creatore identifica una probabile ripresa del trend in direzione opposta (= in questo caso, una ripresa del ribasso); anche il vpci (= volume price confirmation index), che dovrebbe distinguere quando una tendenza è sostenuta dai volumi e perciò affidabile e quando no, mostra al momento una dinamica distributiva, grazie al ritorno dell’ indicatore sotto allo smoother, al contrario, ad es. , di quanto avvenuto durante tutta la gamba di rialzo da metà ottobre fino a fine aprile, affidabile, secondo questo indicatore, in quanto sostenuta e accompagnata dai volumi. Sp 500 future monthly: passando all’ esame dei grafici di lungo periodo, si perviene, a mio parere, a conclusioni analoghe a quelle già esposte con riguardo al time frame settimanale. Il livello dei prezzi è ormai vicino allo stop loss mensile di un sequential terminato a gennaio 2012, livello già sfiorato in occasione dei recenti max e che ha fatto da diga ai corsi. Per quanto concerne i conteggi di DeMark, il solo elemento stonato è quel nuovo sell setup in formazione, ormai giunto alla 7ma candela utile, che potrebbe scompaginare le carte rendendo obsoleti i countdowns attualmente presenti e che fino ad ora hanno svolto egregiamente il loro compito. Le chiusure di luglio e agosto potrebbero essere pertanto determinanti per le dinamiche future dello spoore nel lungo periodo; comunque, chi avrà la forza e il coraggio di proseguire la lettura troverà indicazioni interessanti dall’ esame comparato con gli altri benchmarks, per quanto attiene a questo specifico aspetto. Per quanto riguarda gli oscillatori, abbiamo un td demarker1 e un composite momentum entrambi orientati al ribasso ed entrambi in provenienza da livelli di ipercomprato; interessante anche notare, per chi ama le divergenze, che tutti e due gli oscillatori hanno disegnato tre max decrescenti in contrasto ai tre max crescenti dell’ sp500 di aprile 2010, maggio 2011 e marzo 2012. Il vpci sembrerebbe segnalare la latitanza dei volumi a sostegno fin dalla scorsa estate, evidenziando una dinamica di tipo distributivo manifestatasi in pratica durante tutta l’ ultima gamba rialzista. Nasdaq 1oo future weekly: il lettore si tranquillizzi, sarò molto più sintetico, la parte , diciamo, concettuale si è esaurita con l’ analisi dello spoore, gli altri due panieri non presentano differenze così profonde da meritare lunghe dissertazioni, ma l’ analisi comparata, che DeMark raccomanda, è utile soprattutto a confermare oppure smussare elementi di ambiguità e dubbio presenti magari nel singolo esame di un indice o di un titolo. Il quadro del benchmark tecnologico è limpido: trend rialzista esaurito con il “13″ di combo, molto chiaramente, il che rende ancora più accademico quel sequential “anomalo” mantenuto sul grafico; reverse setup analogo a quello dell’ spx per dimensioni e proporzioni, con relativa, importante barriera resistenziale tdst a 2747.50; oscillatori che si prestano a conclusioni identiche a quelle già pervenute a proposito dello spoore. Nasdaq 100 future monthly: vale, a mio parere, tutto quanto scritto a proposito dell’ sp 500, con l’ aggiunta, non irrilevante, che sul nasdaq 100 non si sta sviluppando alcun nuovo sell setup, la cui formazione è stata già negata dalla chiusura di giugno, perciò, considerato anche il posizionamento degli oscillatori, che non richiede aggiunte a quanto già osservato per l’ spx, a mio avviso le analisi su tima frame weekly e mothly enfatizzano gli aspetti che vedono come più probabile un ribasso delle quotazioni piuttosto che una rottura netta e decisa al rialzo. Dow Jones future weekly: l’ indice più forte, tosto, tignoso, tanto reattivo nei rialzi quanto pigro e svogliato nei ripiegamenti. D’ altro canto è il paniere delle mega caps americane, quelle meglio posizionate per resistere ai venti di crisi, alcune operanti in aree di business anticicliche, fortemente diversificate geograficamente, insomma basta scorrere l’ elenco delle società presenti nel Dow per capire che non c’è poi da stupirsi più di tanto del fatto che molte di esse siano in grado di calamitare acquisti (o minori vendite) anche in momenti di avversità dei mercati. Difatti, anche graficamente, lo scenario è più pulito rispetto a quello dello spoore: niente reverse setups, solo una fase rialzista che ancora i countdowns di DeMark non permettono di archiviare come conclusa, ma con un td sequential che però ha chiuso giusto questa settimana la sua 11ma barra utile. Il nuovo setup in costituzione per adesso non desta preoccupazioni, oltre a non essere concluso essendo dimensionalmente irrilevante anche ai fini di una mera ipotesi di recycle. Per quanto riguarda gli ocillatori, vale tutto quanto detto in precedenza in riferimento agli altri panieri USA, come il grafico sottostante mostra con chiarezza.
Dow Jones future monthly: dal punto di vista demarkiano, correlazione perfetta con il Nasdaq 100, vale a dire niente nuovo sell setup in fieri, in quanto già abortito in precedenza, e countdowns completi con livello di stop incombente e già sfiorato in precedenza; per quanto riguarda gli oscillatori, piena coerenza con quelli degli altri due benchmarks presi in esame, con la sola eccezione del vpci che ancora mostra un miglior contributo dei volumi in appoggio al trend. Conclusioni: la comparazione dei tre indici evidenzia, a opinione di chi scrive, su base settimanale una probabile area di trend exhaustion che si sta avvicinando sul Dow, già raggiunta sul Nasdaq 100 con in più la presenza di resistenza tdst, una condizione leggermente più ambigua sull’ sp500 ,che comunque può risultare una sintesi delle precedenti due, accorpando elementi di entrambe. Nel medio termine, pertanto, a mio avviso le probabilità propendono per un ribasso dei corsi. Su base mensile, quadro armonico fra tutti e tre i panieri, anche qui con la sola, parziale, eccezione dello spoore, per il quale saranno molto importanti le chiusure di questo mese ed (eventualmente) del prossimo. In ogni caso, due indici su tre sembrerebbero avere già emesso un verdetto, che anche in questo caso per me propende per il ribasso. L’ alternativa, per tutti, prevederebbe lo sfondamento di livelli tdst e di stop weekly e monthly e creerebba le premesse per una leg rialzista di medio e di lungo deputata , per l’ spx, al raggiungimento e anche alla rottura dei suoi massimi di sempre. Quindi, come affermavo al principio di questo lungo ed estenuante articolo, sui mercati mai dire mai. Tuttavia, le probabilità dicono che forse anche per gli americani, da sempre abituati a giudicare in modo etnocentrico e a guardare il resto del mondo con il distacco dei re, potrebbe valere la lezione del dinosauro e del topo. E in questo caso, la lunga marcia dei mercati USA iniziata nel marzo del 2009 non è escluso che si possa chiudere come quella imprudente e un poco spocchiosa del generale Custer e del suo 7mo reggimento cavalleria, che di certo non si aspettava di ricevere quella memorabile lezione di umiltà , intelligenza e tattica militare da quella che il gallonato papavero considerava al più una accolita di ignoranti straccioni. I quali, invece ,a Little Bighorn lo costrinsero a specchiarsi con se stesso, con la sua sottovalutazione delle forze esterne e la sopravvalutazione delle proprie. E non fu una bella sorpresa, per i dinosauri.
P.S. non vorrei che il tono un po’ enfatico delle ultime righe traesse in inganno qualcuno, non sto affatto cercando (non è proprio nel mio stile, francamente) l’ articolo a sensazione in stile “che-bello-avevo-previsto-la-catastrofe”. Tutto ciò che, nella pochezza dei miei mezzi intellettuali e delle mie conoscenze tecniche, mi spingo a considerare probabile, è uno storno, magari non irrilevante visto che abbiamo parlato di time frames di medio e medio-lungo, ma che, insomma, almeno per adesso, i livelli di tdst supportivi settimanali e mensili dovrebbero poter contenere abbastanza efficacemente. Le profezìe, quelle le lascio volentieri agli esperti del ramo, che in ogni dove abbondano fin troppo. Penso che ci rileggeremo a settembre, perciò per intanto un caro augurio di buone ferie a tutti i lettori di questo blog, soprattutto a quelli che sono riusciti ad arrivare fin qui. Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo! |






















11 Commenti
Che dire… Grande articolo, grande lupoalberto66,,,,!!!!
Non conosco DeMArk ma, anche io arrivo alle tue stesse conclusioni, e molto probabilmente lo sarà anche x il Dax.e a cascata poi su tutti.
Spero che , prima di partire , passerai da noi x i saluti:)
Ancora bravo!
99
bell’articolo e buon riposo…. ritornato dalle mie di vacanze devo dire che vedo uno spoore ben impostato almeno sul breve mentre sul lungo dovrebbe andare soprai massimi intorno ai 1420 per confermare la spinta rialzista di breve ma lo vedo messo meglio di quanto avrei immaginato per cui occhio alle sorprese di agosto (mese difficile per antonomasia)
@ Novenove:
ciao 9, ci sarò ancora per tutta la settimana, mi congedavo dal blog, voi mi dovrete sopportare ancora per qualche giorno
grazie dei complimenti, che provengono da persona (tu) di cui ho grandissima stima
@ gipa69:
ciao Gipa e bentornato!
sì, sul breve sono d’ accordo anch’io, anche per me potrebbero arrivare in area 1410-20, con possibili sorprese agostane, e vale anche per gli europei.
E’ il destino dei ribassi troppo “telefonati” come questo, che ormai perfino ai tg davano per scontato… troppo
Buone vacanze!!!!
@ marco:
grazie Marco, anche a te se ancora non le hai fatte
Io non conosco DeMark per cui la mia domanda può essere priva di senso, però volevo chiedere se era possibile una analisi dei settori ora vincenti degli indici americani (telecomunicazioni, utilities, farmaceutici, finanziari) per verificare cosa evidenziano
@ c0ltran3:
ciao Coltran3, la tua domanda non è assolutamente priva di senso, anzi…
DeMark lo si può utilizzare su qualsiasi cosa, azioni, indici, indici settoriali, commodities, valute, etf, bond, etc
Per i mkt europei, personalmente in questa fase seguo in modo assiduo l’ estoxx banks, auto, basic resources; sull’ Italia il ftse banche e il ftse utilities (per il loro peso sul ftse mib); sull’ america seguo assiduamente solo il Dj transportation, per la sua nota qualifica di anticipatore di tendenze, che a mio parere da tempo anticipa un ripiegamento.
Per quanto riguarda quelli oggetto del tuo quesito, nulla in contrario a fare un’ analisi (anzi, colgo il suggerimento e ti ringrazio); purtroppo non sono in grado di farla ora perchè dovrei sistemare i grafici in modo da renderli leggibili (su quelli che non pubblico metto pochi segni convenzionali) e adesso mi manca materialmente il tempo perchè sto per partire.
Velocissimamente, però, ti posso dire che:
- telecom e finanziari ricalcano la struttura già descritta per l’ sp500, sia weekly che monthly;
- utilities sono (per me) indecifrabili sul weekly, nel senso che mancano setups e quindi da un pezzo non ci sono segnali, però molto vicini ad un possibile max sul monthly;
- pharma difficilissimo, trend eccellente come vedrai meglio di me, possibile area di max di lungo ma con forte rischio di recycle. Molto forte, ballano pochi punti.
Sei sempre molto cortese. Ringrazio per la risposta.
@ c0ltran3:
Per chi ha letto l’ articolo potrebbe essere interessante:
il terzo sell setup mensile in formazione sull’ sp500 è abortito con la chiusura di martedì 31 luglio.
Lo era già sul cash, ora anche il derivato si è allineato armonicamente
agli altri panieri, dow e nasdaq100, in tutte le loro versioni.
Abbiamo pertatnto, anche sullo spoore future, due “13″ mensili confermati
senza rischio imminente di recycle dei conteggi.