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La FED alza il tasso di sconto

Le decisioni della FED e i mercati.

venerdì, 19 febbraio, 2010 , ore 1:19 - 6 Commenti

Negando tutte le considerazioni precedenti effettuate da Bernanke sulla gestione della politica monetaria che doveva essere effettuata preparando gradualmente il mercato ai cambiamenti la FED decide fuori dai meeting e a borsa chiusa di alzare il tasso di sconto di 0,25% segnalando la volontà di ripristinare condizioni monetarie più normali e soprattutto di spingere le banche ad adottare strategie più orientate ai clienti e meno al trading porprietario o alla stessa FED.

 

mentre la FED assicura il mercato che i FED Funds resteranno bassi ancora per parecchio tempo il mercato sembra interpretare questa mossa come la fine della moneta a basso costo e l’inizio della cosidetta exit strategy che porterà la FED a rimuovere tutti gli stimoli monetari messi in atto durante questa crisi e in questo modo l’intermarket risponde con movimenti violenti, forza del dollaro, debolezza delle obbligazioni, debolezza delle commodities e debolezza del mercato azionario.

 

La reazione scomposta del mercato è data dalla sorpresa della decisione a soprattutto dei tempi.

 

La seduta regolare del mercato non era andata proprio come mi ero immaginato, sebbene avessi sottolineato la mia tendenza di fondo di breve rialzista avevo pensato ad una correzione iniziale poi reversata durante la seduta ed invece il mercato è salito dopo un avvio intorno alla parità segnalando poca debolezza e spingendo il mercato in un territorio di importante ipercomprato e nei pressi delle resistenze indicate ieri (in particolare dopo aver baciato la media mobile a 50 giorni) e cioè pronto ad una pausa di consolidamento che molto probabilmente la decisione della FED ha accelerato nell’after hours.

 

Certamente  jobless claims negativi, prezzi alla produzione in crescita hanno fatto accelerare le mosse della FED nella direzione di un possibile maggiore contributo finanziario per lo small business USA e una riduzione delle possibili pressioni inflazionistiche attreverso l’uscita dalle politiche maggiormente espansive ma questo tentando di ridurre la liquidità presente sui mercati.

 

Visto lo sconvoglimento dato dai dati è difficile al momento fare una previsione per domani in quanto personalmente preferirei vedere come il mercato digerirà questa novità in maniera più strutturale e perchè domani ci sarà il CPI che potrebbe confermare o negare i dati del PPI. Per il medio invece l’avvicinamento al mese d marzo comporterà un certo nervosismo in quanto negli ultimi 10 anni per ben 9 volte marzo è segnato un momento di svolza del mercato rialzista o ribassista che sia per cui se il mercato arrivasse a marzo realizzando un nuovo massimo il pericolo di una correzione più profonda si farebbe più manifesta soprattutto se si sviluppasse un peggioramento nei credit spread societari mentre nel caso si realizzasse un nuovo minimo allora è possibile che da li il mercato possa ripartire anche perchè Aprile potrebbe presentare di nuovo aziende con trimestrali brillanti grazie ad un certo recupero del mercato e al successo del taglio dei costi rispetto all’anno precedente.

 

 
 
avatar gipa69

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6 Commenti

  • # wpmp_switches
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    Ciao Gipa,
    purtroppo anch’io in questo periodo sono un po’ limitato negli interventi da impegni vari, soprattutto familiari, ma ti leggo sempre con grande interesse e, se riesco, nel week end cercherò di inserire qualche piccolo contributo di analisi tecnica. Per quanto hai scritto sul mese di marzo sono totalmente d’accordo con te, li’, con molta probabilità, ci sarà in top o un bottom che influenzerà l’andamento degli indici per il resto dell’anno.

  • # wpmp_switchet
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    ciao Lupo, non ti preoccupare… gli impegni familiari non possono essere trascurati… :-) I movimenti di oggi mi fanno propendere per il fatto che la notizia di ieri non avrà grossi impatti sui mercati che andrà avanti mossa da altri driver…. La correzione è uno scarico dell’ipercomprato dopo un buon movimento direzionale…

  • # wpmp_switcheu
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    @ gipa69:
    gli impegni familiari non possono essere trascurati…
    …già, proprio così :roll:

    sì, credo che l’apertura e soprattutto l’andamento dei mercati oggi sarebbero stati ben diversi se fosse suonato qualche campanello d’allarme serio; anche i dati sull’inflazione, per adesso almeno, sembra siano stati ben interpretati.
    E poi in settimana la più capace e soprattutto indipendente analista di tutti i tempi, Abby Cohen :( , ha previsto per fine anno lo spoore a 1300, e se lo dice lei… :roll: :mrgreen:
    Scherzi a parte, siamo in mezzo a un guado, con il 50% di possibilità di reversare e il 50 di continuare il recupero. A mio parere oggi, ma soprattutto la chiusura di lunedì, potrebbero dare qualche indicazione più chiara sulla direzionalità delle prossime settimane.

  • # wpmp_switchev
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    thumb_1266588820djiafuturedailydemark180210.jpg

    Provo a spiegarmi meglio: posto per primo il DJ Industrial perchè è, dei benchmarks principali USA, quello dotato di maggiore forza relativa, secondo me.
    E’ l’unico ad aver terminato un piccolo sell setup a gennaio, fornendo un ottimo segnale di reverse che si chiama 9-13-9, formato da un countdown completato seguito da un ulteriore setup di dimensioni non tali da giustificare un riciclo. Ha rotto poi al ribasso il tdst a 10365 dopo poche barre, aumentando perciò le probabilità di portare a compimento almeno un conteggio completo di buy countdown.
    Invece la reazione è stata veemente, tanto da aver portato alla contro-rottura al rialzo dello stesso tdst e alla formazione di un possibile setup in senso opposto, giunto ieri in close alla settima candela utile: oggi è l’ottava e lunedì la nona, per questo attribuisco importanza a questi due giorni, perchè se si verificasse un price flip e lo sfondamento al rialzo del tdst (10365) non venisse confermato, uno short si potrebbe affrontare, a mio avviso, con più tranquillità, altrimenti le probabilità di vedere i prezzi nuovamente a contatto col tdst-resistenza a 10676 si farebbero concrete.

  • # wpmp_switchew
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    thumb_1266590401nasdaq100futuredailydemark180210.jpg

    Quadro simile per il nsdq100, che a gennaio ha terminato un bel conteggio pulito senza però configurare un 9-13-9, cioè non c’è stato l’ultimo sell setup con relativo tdst supportivo.
    Di conseguenza qui il supporto è posizionato più in basso e non è stato rotto al ribasso prima della nona candela del buy setup, rendendo meno probabile la conclusione di un conteggio completo di countdown.
    Tuttavia pensavo, e non è detto che comunque ciò non avvenga, che almeno il supporto sarebbe stato toccato, invece, per ora…
    Per il resto valgono le considerazioni fatte per il djia future, sell setup da completare, etc.

  • # wpmp_switchex
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    thumb_1266591899sp500indexdailydemark180210.jpg

    thumb_1266591927sp500futuredailydemark180210.jpg

    Lo spoore, postato nelle due versioni index e future perchè differenti nei conteggi dell’ultimo sell setup e countdown (per una questione millimetrica il future non ha completato il setup di vendita che invece ha creato i presupposti, sull’indice, per l’individuazione dei max di gennaio).
    Il tdst di supporto è collocato sugli stessi livelli per entrambe le versioni, come si evince dal fatto che su entrambi i grafici è stato toccato millimetricamente prima che i prezzi rimbalzassero. Per il resto il comportamento è del tutto analogo al nasdaq100.
    Un ultimo fattore importante, molto caro a DeMark, sono i ritracciamenti di Fibonacci, giunti ad uno stadio di assoluta importanza in tutti e tre i casi trattati.
    Un buon week end a tutti.

    :D

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