Indici di partecipazione e sentimentSituazione molto pericolosa per gli indiciNel post precedente abbiamo visto un interessante studio che associa ottime performance degli indici con il positivo andamento degli internals di mercato uniti a politiche monetarie accomodative.
Al momento all’orizzonte modificazioni delle politiche monetarie non se ne vedono per cui è necessario guardare gli indicatori di partecipazione per capire qualche cosa della fase attuale del mercato.
Osservando ad esempio la percentuale di titoli sopra la propria media mobile a 200 giorni sul nyse ed osservando quindi l’andamento dell’indice si può notare che letture sopra i 90% sono letture che avvengono solitamente durante le fasi di recupero susseguenti a violenti bear market ma sono anche letture che spesso indicano che la prima fase del recupero ha giunto nei pressi del suo top soprattutto se esse sono accompagnate da divergenze tra gli indici stessi e questo indicatore, divergenze che si possono manifestare su due o massimi tre top prima di correggere.
la situazione attuale sembrerebbe molto simile a quella di inizio 2004 in considerazione che il recupero attuale è stato più violento perchè più violenta è stata la correzione anche se per segnalare la conferma della divergenza sarebbe il caso di vedere letture sicuramente inferiori al 90% di titoli sopra la media mobile a 200 giorni.
Se si va poi ad osservare invece la percentuale di titoli sopra la media mobile a 50 giorni la divergenza attuale con l’indice dei titoli sopra la propria media mobile a 50 giorni è invece più evidente segno di una difficoltà di partecipazione e di iniziale selezione sui titoli che soltimante è prodromica ad una pausa correttiva prima di stabilire eventualmente i leader del prossimo rialzo.
Certamente utilizzare un solo indicatore per estrapolare un analisi sembrerebbe un po poco ma per fortuna in mio soccorso viene l’analisi del sentiment del mercato attraverso lo studio del CPC equity, cioè del rapporto tra opzioni call ed opzioni put aperte solo sulle azioni che è un indicatore di sentiment interno al mercato.
Come si può notare questo indicatore segnala con una buona precisione eventuali top di medio e top di lungo quando le letture scendono sotto certi livelli che indicano entusiasmo operativo sui mercati.
Ora siamo su uno di quei livelli, livelli da cui nel giro di un paio di mesi si sono visti valore degli indici relativamente più bassi.
Ad esso poi possiamo associare il fatto che i fondo hedge long/short hanno ormai ripristino completamente le loro posizioni pre crisi ed hanno letture rialziste superiori a quelle che si vedevano ad inizio 2004, i newsletter writers sono ottimisti come ormai da diverse settimane intorno al 50% mentre gli investitori individuali sono più titubanti (ma è normale dopo due bear market a distanza di pochi anni uno dall’altro) ma in questa settimana lo swing rialzista è stato consistente. E’ per questo motivo che il mio consiglio operativo da questi livelli è per gli investitori di chiudere tutte le posizioni rialziste ancora in essere e di attendere (io come sapete lo avevo già fatto ahime diverso tempo fa) mentre per gli speculatori da questi livelli potrebbe essere interessante accumulare posizioni ribassiste con stop massimo il 3% sopra i massimi raggiunti recentemente.
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3 Commenti
Interessante notare come, ad oggi, anche la maggior parte dei titoli che hanno rilasciato trimestrali migliori delle attese quoti a prezzi più bassi rispetto a quelli fatti segnare prima della pubblicazione delle trimestrali stesse.
Di solito non è un segnale proprio buonissimo.