Il rischio sovrano ed i mercati azionari
la tensioni dei mercati e l'equilibrio precario.
Per un operatore sui mercati come me, e cioè discrezionale e direzionale, una delle operatività più rischiose in assoluto sia che si tratti di investimenti sia che si tratti di speculazione nella situazione attuale dell’indice la mia strategia deve essere improntata alla massima prudenza in quanto gli indicatori di sentiment sono neutrali, gli oscillatori idem e gli indici traccheggiano nei pressi di resistenze statiche e dinamiche e medie mobili significative che se superate imposterebbero il mercato al rialzo mentre se invece il superamento non avvenisse o il suo test si prolungasse ulteriormente causerebbero una accelerazione ribassista.
In realtà per i trader più aggressivi sarebbe da aprire sullo spoore una short da questi livelli con stop stretto al superamento di tutta quell’area di resistenza posta tra area 1108 e area 1116 perchè questo sarebbe l’operazione meno rischiosa al momento anche se c’è l’evidenza di acquisti di mano forti nell’ultima settimana a sostegno degli indici azionari nei maggiori momenti di debolezza. sostegno che ha causato sedute alquanto volatili in termini di movimento ma poco in termini di prezzo.
I maggiori timori di questa settimana sono concentrati nell’area governativa. L’elevato indebitamento statale dei paesi occidentali è un timore molto presente sui mercati e nonostante le notizie più o meno rassicuranti sui mercati la difficile uscita dalla situazione di crisi proposta dai dati macro interni ai paesi occidentali soprattutto relativamente ai deficit fiscale e al debito pubblico totale potrebbe rendere il recupero interno poco brillante e quindi potrebbe causare dei rischi di crescita sia economica che finanziaria.
In realtà un recente report di Citigroup considera questi aspetti e sebbene proponga un sottopeso stretegico sui paesi con situazioni debitorie più complicate ritiene che le basse valutazioni dell’azionario e una liquidità ancora elevata dovrebbe favorire come sempre è successo nel passato i mercati di crescita, in particolare gli emergenti e gli avanzati meno esposti al debito pubblico.
In realtà sebbene il report elenchi tutte le soluzioni possibile per l’uscita dal debito, sia quelle più negative che quelle più positive, soluzioni che avevo già in parte illustrato in altro articolo e che oggi non riprenderò la conclusione che se ne trae è che la crisi sul debito sovrano non potrà impattare significativamente sui mercati azionari.
Sebbene sia in parte daccordo al meno sul fatto che per il momento questa crisi mi sembra un po troppo pilotata dalle elite finanziarie piuttosto che essere concreta e reale sui paesi maggiormente colpiti dalla crisi che hanno delle difficoltà date più che altro dalle speculazioni messe in atto sul lato finanziario piuttosto che una crisi sistemica reale, ritengo che cosnsiderare la situazione in maniera ottimistica solo perchè le valutazioni dei mercati sono convenienti o perchè vi è liquidità in eccesso risulta secondo me alquanto pericoloso e rischia di portare alla creazione di una nuova bolla speculativa pronta ad esplodere ed ad una irrazionale crescita del debito nelle aree ancora risparmiate da questa piaga (piaga non in se ma a causa del suo sviluppo insano naturalmente).
Inoltre occorre considerare che non sempre la liquidità in eccesso salva dalla deflazione e porta ad una crescita sostenuta del PIL nominale e non sempre valutazioni cheap sono sinonimo di crescita dei mercati azionari soprattutto nel momento in cui la crescita interna di molti paesi latita e nel momento in cui gli unici attori di quella nazione a prosperare ed a produrre utile sono le aziende.
Il rischio infatti è che per gli stati diventi necessario aumentare la tassazione su di loro per riequilibrare i conti statali e non penalizzare ulteriormente i consumatori di quel paese già fortemente stressati da una elevata posizione debitoria e da un reddito in calo strutturale ormai da molti anni.
Tags: bolla speculativa, citigroup, crisi, debito, deficit fiscale, indebitamento, liquidità, PIL, short, stop
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1 marzo 2010 alle 16:33
[...] settimana e cominciamo dal merito….. anzo onore al merito Il rischio sovrano ed i mercati azionari — Opinioni dal mondo __________________ Shabib loves [...]
4 marzo 2010 alle 17:35
Un effetto importante le rinnovate preoccupazioni sul debito sovrano lo hanno certamente esercitato anche sui principali cross valutari, con l’euro e ora anche la sterlina inglese nel ruolo di vittime predestinate, letteralmente “impallinate” dalla speculazione negli ultimi due mesi.
), e se guardiamo oggi i livelli del cross, abbiamo la percezione chiara dell’importanza del movimento ribassista della moneta unica, peraltro verificatosi non solo nei riguardi del $ USA, ma un po’ nei confronti di tutte le principali valute.
Se pensiamo che solo un paio di mesi fa i reports che “vedevano” la moneta unica a 1.55 e anche oltre contro il dollaro si sprecavano letteralmente (avendo iniziato ad aprire shorts il 10 novembre non posso non ricordarmelo bene!
Ora, almeno secondo la mia interpretazione delle metodologie di “market timing” di Thomas DeMark, la situazione si è fatta molto interessante, sia su time frame daily che weekly, con riguardo a diversi crosses valutari che hanno l’euro come co-protagonista.
Con il permesso di Gipa, ne posto qualcuno, sia giornaliero che settimanale.
Inizio con EUR/USD daily
[img]http://opinionidalmondo.investireoggi.it/comments/thumb_1267708757eurusddailydemark040310.jpg[/img]
Il possibile esaurimento della fase di rialzo segnalato dalla tredicesima candela del sequential countdown il 9 novembre si è concretizzato in un movimento ribassista che ha visto l’euro perdere dai max relativi a 1.5145 circa 17 figure (!) contro il $. Ci sono stati due setups di acquisto, dei quali il secondo (il più recente) maggiore del primo, perciò il conteggio è stato riciclato. Ho postato anche i countdowns relativi al primo con relativi stop losses a puro titolo informativo, al fine di illustrare come un’entrata long su quei livelli, con un nuovo setup in formazione e un possibile recycle alle porte, sarebbe stata sconsigliabile. In questi casi è sempre meglio (a mio avviso) attendere un price flip, cioè una chiusura che interrompa il processo di setup, e vedere a che punto si è giunti: se il setup non si completa, si entra long; se invece il setup si è completato, se ne valuta l’estensione e si decide se si è in presenza di un recycle o no, comportandosi di conseguenza.
Nel nostro caso il price flip si manifesta dopo 18 candele, a stop losses abbondantemente saltati ed è più ampio del precedente, nessun dubbio quindi sul riciclo e ripartenza dei countdowns.
Ora siamo giunti a un 12 di combo e a un 10 di sequential, non sono quindi da escludere ancora allunghi ribassisti oppure anche un movimento laterale volatile, tipico delle fasi incerte (o anche accumulative), ma a mio parere non dovrebbe mancare molto al momento di un pullback.
Principale resistenza daily a 1.4504, livello di tdst calcolato sul true high della prima barra dell’ultimo setup.
In caso di raggiungimento dei “13″ suggerisco sempre di controllare, prima di comprare a mani basse, se si è in presenza di un eventuale nuovo setup in formazione, vale insomma quanto detto sopra.
P.S. le linee orizzontali tratteggiate in grassetto sono livelli di tdst settimanali.
EUR/USD weekly
[img]http://opinionidalmondo.investireoggi.it/comments/thumb_1267712101eurusdweeklydemark030310.jpg[/img]
Sul grafico weekly si nota come, fino ad ora, il ritracciamento sia avvenuto senza il completamento di alcun setup di acquisto.
Ce n’è uno in formazione, che finora conta sei barre utili: dovesse completarsi, avremmo una rottura di tdst weekly a 1.3897 qualificata da una barra di setup antecedente la nona, e in questo caso le probabilità di veder completato anche un countdown aumenterebbero notevolmente facendo assumere allo storno in atto i caratteri di un vero e proprio ritorno sui minimi.
Questa è però un’ipotesi ancora tutta da verificare e pertanto puramente accademica: tutto ciò che in concreto vediamo finora è la rottura di un importante livello supportivo settimanale e il (quasi) raggiungimento del ritracciamento del 61.8% di tutto il movimento rialzista partito dai minimi di ottobre 2008.
Uno swing con interruzione del setup in corso prima della barra nove e tenuta del livello di fibonacci ed eventuale contro-rottura al rialzo del supporto sopra citato darebbero respiro ad un rimbalzo che,altrimenti, rischierebbe di essere davvero un “dead cat bounce”.
Combinando le due analisi (daily e weekly) si possono comunque, a mio parere, trarre spunti operativi interessanti.
In ultimo, due parole di spiegazione sul livello indicato in viola sul grafico a 1.2727 e denominato TD magnet price: DeMark ha un approccio proprio anche quando tratta i ritracciamenti di Fibonacci, in sostanza cerca di renderli il più possibile oggettivi, in modo da evitare approcci basati su idee e convinzioni personali che potrebbero rendere l’applicazione dei numeri di Fibonacci arbitraria.
Perciò, quando si calcola un ritracciamento da un max relativo, si prende il max relativo e si guarda, sul grafico, il momento precedente in cui i prezzi abbiano toccato un max uguale o maggiore; all’interno di questo perimetro si prende il min dei prezzi e si calcolano i livelli di ritracciamento.
I livelli sono quelli classici, con la sola eccezione dell’1 (o 100%), che viene sostituito dal prezzo di chiusura della barra nella quale è stato individuato il minimo: questo valore è chiamato TD magnet price e, nelle ricerche condotte negli anni dal Nostro, si è rivelato un livello di ritracciamento più significativo del min assoluto della barra in questione.
Ovviamente lo stesso sistema viene applicato, ribaltato, per la determinazione delle proiezioni al rialzo.
4 marzo 2010 alle 18:44
EUR/JPY daily
[img]http://opinionidalmondo.investireoggi.it/comments/thumb_1267717315eurjpydailydemark030310.jpg[/img]
Sul cross eur/jpy abbiamo un quadro simile, quantunque non identico: ottimo segnale short maturato i primi di gennaio, dato da un “13″ di sequential quasi concomitante al completamento di un sell setup di piccole dimensioni e il cui range è interamente contenuto all’interno del setup precedente; in questi casi non solo non vi è riciclo, ma anzi il picco del setup può essere riferimento per un’entrata corta.
Segue buy setup qualificato al completamento probabile di almeno un countdown poichè la rottura del tdst avviene entro la nona barra, e infine il completamento atteso si compie: pur mancando ancora un teorico “13″ di sequential, abbiamo una possibile area di reverse-rimbalzo.
EUR/JPY weekly
[img]http://opinionidalmondo.investireoggi.it/comments/thumb_1267718309eurjpyweeklydemark030310.jpg[/img]
Sul grafico weekly, invece, a differenza del cross eurusd, non abbiamo sell setups terminati e tutto il movimento del cambio è consistito in un ampio laterale che ha permesso solo la settimana scorsa il completamento di un buy countdown sequential a basso rischio: questo segnale di acquisto è ottenuto grazie all’affinamento del calcolo del sequential utilizzato da Jason Perl *:
quando la barra 13 di sequential non presenta un minimo inferiore o uguale alla chiusura dell’ottava, l’entrata viene considerata ad alto rischio, essendo ritenuto il countdown privo di un importante qualificatore, perciò tutte quelle che sarebbero tredicesime barre vengono contrassegnate con un “+” e l’ingresso posticipato fino a quando non appare un “13″ che presenti il min inferiore al close di “8″.
Ora ci siamo e abbiamo un possibile turning point settimanale.
L’unico potenziale problema è un buy setup in formazione giunto alla sesta candela completata, quindi anche qui un price flip sarebbe gradito; comunque, anche qualora il setup si completasse, sarebbe importante che non segnasse un minimo inferiore a 113.63, minimo estremo del precedente setup segnato la settimana chiusasi il 27 ottobre 08. Sarebbe così un setup contenuto all’interno del precedente e pertanto non ci sarebbe rischio di recycle.
* autore di “DeMark Indicators”, un libro di recente pubblicazione a cura di questo serissimo allievo di DeMark (che ha scritto la prefazione e anche, penso, supervisionato i contenuti, dato il forte legame professionale tra i due) e primario trader sul forex, che contiene alcuni aggiornamenti e perfezionamenti delle metodologie demarkiane veramente interessanti e utili, con grafici recentissimi, la cui lettura consiglio anche ai neofiti poichè è davvero scritto molto bene, sintetico e completo al contempo (purtroppo è solo in inglese, anche se assolutamente comprensibile).