Il rischio di credit crunchDopo il prevedibile rimbalzo il mercato si trova in un punto importante della propria evoluzione in attesa delle news dai mercatiIl consolidamento dei mercati che mi aspettavo ieri in realtà si verificato solo sui bancari europei penalizzando in particolare le banche maggiormente esposte al debito dei periferici come quelle italiane e francesi e causando un veloce dietrofront dei listini europei mentre i mercati USA, dopo aver consolidato in mattinata hanno continuato e beneficiare degli switch dai mercati euro a favore dei mercati USA ed in particolare sui titoli tech e sui titoli esposti alle esportazioni mentre le banche hanno sofferto anche in USA portando l’indice dei bancari in relazione all’indice generale in posizione estremamente negativa ed incerta. Ora gli indici USA sebbene mostrino ancora del potenziale di crescita devono tenere in considerazione la nuova debolezza intervenuta sul finale di seduta sui titoli che per primi sono quelli che hanno causato la situazione attuale (finanziari) e l’eccessiva forza dei titoli soraperformanti che fanno pensare anche per loro ad una pausa di consolidamento senza contare che i vari indici globali come l’MSCI World mostra conformazioni di candele vicine a dei top di breve. Per cui la crescita di venerdì è più connessa alla forza relativa dei mercati USA piuttosto che alla forza complessiva dei mercati. I grafici a 60 minuti e a trenta minuti sullo spoore, seppure in presenza di forti divergenze con i vari indicatori segnalano un ulteriore possibile swing rialzista pur in presenza di divergenze intermarket con il rendimento delle obbligazioni al alto rendimento.
In poche parole i mercati azionari USA stanno sfidando pressochè da soli la tendenza negativa dei mercati, e sebbene i mercati USA facciano spesso da traino ai mercati mondiali in questa situazione devono tenere conto della situazione degli altri e dei propri internals non completamente supportivi. A tal riguardo se diamo un occhiata all’indice dei semiconduttori non possiamo che rimanere sorpresi dal fatto che l’indice nel corso della settimana è rimbalzato di oltre il 9% ma a fine settimana i dati del settore mostrano il book to bill ratio sceso a 0,80 un rapporto non salutare con gli ordini di agosto 2011 scesi di oltre il 30% rispetto ad agosto 2010. Sui finanziari invece, mentre l’intero consesso degli analisti si affretta a considerare la situazione attuale migliore rispetto a quella del 2008 in quanto i rapporti patrimoniali sono di molto migliorati non tengono conto del rischio che l’aumento del costo del funding delle banche, soprattutto europee possa portare e sta portando ad una restrizione del credito ed ad un aumento del costo che si avvicina a livelli proibitivi. Se infatti la liquidità sul dollaro risulta comunque non certa ridotta come nel 2008 e quindi i problemi per la banche europee è dato principalmente dal fatto che le banche USA, primary dealers su quel mercato tendono a non fidarsi di quelle europee e quindi preferiscono restituire alla FED la liquidità invece che inpegnarla, ad esso si aggiunge il problema sui tassi interbancari dove l’OIS spread sul dollaro è salito dal 20 di fine luglio al 30 attuale diversamente dall’area euro dove l’OIS spread è passato da 30 a quasi 80 e non scendendo significativamente neanche dopo l’intervento coordinato delle banche centrali.
Ma secondo me è il rapporto tra prestiti o depositi il vero problema della banche europee dove i prestiti superano in diversi casi il pil complessivo del paese dove quelle banche risiedono (come in Italia ad esempio). Nel momento in cui un eventuale restrizione del credito porta a peggiorare il portafoglio crediti e questo peggioramento fa automaticamente peggiorare i rapporti patrimoniali deteriorando la struttura bancaria anche se al momento sana; se ad esso si aggiunge il rischio di un calo dei depositi come sta avvenenendo in Grecia il gioco è fatto.
In ogni caso il peggioramento della forza relativa degli indici bancari nei confronti dei propri indici di riferimento non depone a favore per un forte proseguimento del trend al rialzo. Conclusioni: allo stato attuale il mercato ha scaricato il forte pessimismo delle settimane scorse e costretto a reversare le posizioni short più deboli e meno strutturate: ora però dopo lo sfogo di qualche sedute e con il potenziale target del recupero di breve a portata di mano il rischio che sui livelli attuali o al massimo qualche decina di punti (e qualche punto percentuale) sopra questi livelli l’indice sia costretto a reversare in caso di ulteriori notizie negative dal fronte macro oppure da un interventismo delle banche centrali non desiderato. Obiettivamente esclusa la forte discesa dell’oro che certamente ha a che fare con un riposizionamento sui mercati di rischio non abbiamo visto un comportamento intermarket completamente favorevole alle azioni. Personalmente vedo la possibilità per lo spoore di raggiungere massimo i 1230 prima di correggere, poi se le notizie saranno positive o comunque se il mercato ha ancora voglia di scommettere su un recupero è possibile che l’indice vada a testare l’area intorno ai 1260/1270 mentre in caso di negatività si potrebbe avere un nuovo e violento sell off. Sopra quei livelli e la media mobile a 200 giorni cambia tutto e l’indice ritorna positivo per il medio. Le prossime settimane saranno intensissime e piene di avvenimenti che potrebbero indirizzare le sorti dei mercati. Qua alcune date importanti per l’Europa: http://www.businessinsider.com/key-dates-to-watch-in-europe-2011-9#september-19-1 Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo! |











15 Commenti
Difatti chi afferma che le banche italiane (ma non solo) a questi prezzi rappresentano una storica occasione di acquisto secondo me pecca di miopìa, o è un po’ vittima del vecchio, “caro” assunto del “più di così non possono scendere”, basti pensare alla quantità di titoli di stato presenti nei trading books delle banche italiche: quasi 16 bn intesa, 12.5 circa unicredit, 6.3 mps, 1.5 ubi banca, quasi 5 banco popolare.
Le svalutazioni potenziali saranno pure prezzate, ma se i rendimenti del debito italico dovessero continuare ad aumentare? Evento, tra parentesi, non certo improbabile.
@ lupoalberto66:
Hai letto B&F ehhh
comunque personalmente più che al default dell’Italia penso al problema del funding bancario che potrebbero non finanziare più le imprese ci sarebbe una nuova ondata di crediti non performanti e la situaizone si deteriorerebbe comunque anche senza default dell’Italia che mi auguro sia un problema remoto..
anche se il buon Passera stasera sulla La7 ha gettato benzina sul fuoco..
@ gipa69:
“Hai letto B&F ehhh”…
Ma come ti viene in mente? Sono indignato!! Tutta farina del mio sacco, cosa credi?
Ottima analisi Gipone, che appoggio in pieno;)
@ lupoalberto66:
Penso che ,( premetto che nn sono COMUNISTA) 150pb btp/bund siano dovuti al solo Premier.
Dovesse decidere , ( e me lo auguro x il bene della nazione ) di dimettersi, il differenziale contro bund tenderebbe a chiudersi x almeno 150pt.
Lo so… Lo so.. Le dimissioni di Berlusconi sono Mie utopie, ma ci spero tanto tanto
ciao
beh diciamo che il creditcrunch è una cosa che sto vivendo abbastanza, anche troppo
attulamente siamo, come dice Gipa, in una fase di assestamento dopo l’eccessivo pessimismo delle scorse settimane
restano gli effetti delle elezioni tedesche di ieri ( che ancora non ho dipanato, ma mi sembrano favorevoli ad una aperture tedesca) , la riunione EU di sabato ( di segno opposto) e il fatto che venerdì era la strega che chiude un mese di caos … da oggi si fanno i giochi per fine anno
guantèive tùtti !
la debolezza dei deboli sta trascinando i forti, come preventivato.. ora bernanke e C. fino a mercoledi non si pronunceranno quindi siamo nelle curve dell’europa… lo spoore potrebbe fermare il movimento correttivo sul test dellòa trendline discendente che unisce i massimi degli ultimi tempi e che passa intorno ai 1165 ora
@ novenove:
“Le dimissioni di Berlusconi sono Mie utopie, ma ci spero tanto tanto”…
Non sei il solo, anche se personalmente non mi lasciano tranquillo neppure le alternative. Siamo in un vero cul-de-sac, conseguenza di una crisi antropologica, prima che finanziaria…
Aho, che sono tutti sti commenti?
Quando leggo “antropologica” mi viene in mente il pezzo di Verdone:

“Anagoli? Anagoli? Anagoli de che ao! Te stavi là co tu madre, lui stava là co uno che diceva che c’aveva la spa.. la spa.. la spada de foco!”
Lupè .. come parli da intellettuale
P.S. ho anche io quell’utopia
@ Argema:
@ Argema:
E sono un intellettuale sì, che sono un intellettuale, ecchecc…
Il mio modello culturale è il Trota.
Il mio è Terry la favorita dell’Imperatore…
@ gipa69:
Apperò
Comunque, tornando a bomba al tema dell’articolo, oggi altri 500 milioncini erogati da BCE a non si sa che banca con un 7 giorni all’ 1.07%.
Qualcuno è alla canna del gas.