Il motore della liquidità è inceppato?Oltre all'Europa c'è di più, l'andamento dell'indice cinese come proxi intermarket della liquidità e sentiment di quel mercato.
Il mio errore di fine settimana è stato sicuramente una sovrastima dell’accordo dell’Eurozona, probabilmente dettato anche dall’estenuante andamento delle scelte effettuate negli ultimi mesi, per cui anche un piccolo passo comincia a sembrare un passo da giganti in considerazione di quanto si sono mossi in precedenza. In ogni caso vedremo se questo errore avrà un impatto significativo sui prezzi delle azioni. Questa sera però vorrei tornare su un indicatore in questo momento lontano dal monitor degli operatori, almeno da quelli rialzisti, mentre molto più osservato dai commentatori bearish perchè utilizzato come strumento di conferma delle loro posizioni. Questo indicatore è la Borsa di Shanghai A index che si deve attenzionare non tanto per le sue caratteristiche di mercato finanziario in se ma per le sue peculiari caratteristiche che ne fanno un monitor intermarket considerevole. La Borsa in questione ha la caratteristica di essere quotata nella valuta cinese, ma soprattutto di essere disponibile solo per gli operatori locali privati e instituzionali e per gli operatori esteri che hanno le caratteristiche di operatori istituzionali qualificati stabilito da Pechino ma per quantitativi limitati (10 miliardi di dollari massimo per ciascun operatore). Questa caratteristica, finche dura, fa si che il mercato Cinese non sia interessato tanto dalle variazioni della liquidità sistemica mondiale, dalle manipolazioni internazionali delle masse monetarie, ma è interessata soprattutto da due fenomeni ben precisi: 1)L’eccesso di liquidità presente sui mercati Cinesi, cioè la quantità di massa monetaria che anzichè fluire nell’economia reale viene dirottata dagli operatori finanziari domestici sui mercati finanziari in quanto liberata dalle politiche monetarie domestiche 2)Il sentiment verso l’investimento azionario da parte degli investitori individuali; l’aumento dei redditi pro capite che sta avvenendo in Cina dovrebbe quando supera una certa quota non essere più canalizzato negli acquisti primari, ma dovrebbe venire utilizzato anche per investimenti mobiliari invece che accumulato come risparmio. Ora il grafico parla chiaro:
Il mercato è sceso sotto i minimi del 2010 (per negare la rottura dovrebbe esserci un recupero entro fine settimana) e sta andando a testare i valori raggiunti tra fine 2008 ed inizio 2009. Questa configurazione deve far pensare che sicuramente gli investitori domestici Cinesi non sono ancora vittima della febbre dei mercati finanziari e se ne stanno abbondantemente alla larga probabilmente scottati dal fenomeno di bolla esplosa prima delle bolle occidentali ma che ha causato pesanti perdite agli investitori domestici; dall’latra parte è evidente che le manovre restrittive della liquidità hanno avuto il loro effetto riducendo i flussi disponibili di hot flows per gli operatori istituzionali domestici. Certamente l’Europa è al centro del quadrato ma questo grafico nelle prossime settimane in chiave intermarket non dovrà essere scordato. Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo! |









5 Commenti
Aspetta a dire di aver sbagliato.. 2 sedute son poche, rimango Dell idea anch io che il mercato salga.
Ieri ho coperto solo x prudenza ma i long son sempre li;)
Ciao gipone
L’area intorno ai duemila punti non dovrebbe costituire un approdo naturale?
tecnicamente parlando hai ragione; per i mercati son fatti da 4 altra componenti e bisogna sperare che queste siano piu favorevoli…