Il ftse mibAnalisi tecnica dell' indice nostrano con le metodologie di market timing di DeMarkSenza voler enfatizzare troppo, inutile negare che il momento attraversato dai mercati non sia dei migliori. Le metodologie di market timing di DeMark già da metà febbraio segnalavano, su time frame settimanale, il raggiungimento di un possibile top sugli indici americani, poi reiterato ai primi di maggio e seguito da un ridimensionamento dei valori tuttora in corso, che ha etichettato come distributivo tutto il movimento degli ultimi mesi, come illustrato dal grafico sottostante dello Spoore weekly.
Uno dei più efficaci “termometri” delle tensioni in arrivo, e non è un’opinione bensì un dato oggettivo ben marcato dai grafici, è il nostro paniere azionario principale, il Ftse mib, che, essendo un indice “bancocentrico” sulla cui capitalizzazione complessiva gli istituti di credito incidono per circa il 30% e rappresentando l’economia di un paese afflitto dai ben noti problemi di elevato indebitamento e crescita scarsa, viene inevitabilmente preso di mira dalle vendite nei momenti difficili e, salvo sporadici rimbalzi violenti, quasi sistematicamente “corre” meno durante le fasi “bullish” dei mercati. Ultimamente, poi, creditwatch negativi sul debito sovrano e, a cascata, su quello di alcune grandi utilities controllate dallo stato (anch’ esse quotate sul Ftse mib), nonchè sulle principali aziende bancarie del paese, come noto pesantemente investite sui bonds nazionali , si sono sommati ad una serie di aumenti di capitale deliberati all’unisono (con discutibile timing, secondo me) da Banca Intesa, Ubi Banca, Montepaschi, BPM e Fondiaria Sai che di sicuro non stanno facendo affluire denaro sui rispettivi titoli, destinati, in alcuni casi, a pesanti diluizioni dell’ eps che di regola non sono certo “salutari” per le quotazioni neppure nel medio termine. Tecnicamente, a che punto siamo? Va detto che sul nostrano DeMark fornisce ottimi segnali di reverse con una frequenza ed una precisione quasi… preoccupanti. L’ ultimo possibile top, su time frame daily, lo ha evidenziato il combo il 16 febbraio, in concomitanza con il segnale di grado maggiore (weekly) rimarcato sul grafico dello Spoore: tutta la fase distributiva che ha visto in USA addirittura aggiornare nuovi max in maggio, sul Ftse appare invece in tutta la sua evidenza, con un lungo laterale in altalena ed un progressivo avvicinamento al tdst di supporto a 19908 punti, rotto non senza difficoltà grazie al movimento delle ultime due sedute della scorsa ottava, caratterizzate, specie quella di venerdì, addirittura da momenti di panico, con il solito corollario di notizie farlocche di ogni genere a far da contrappunto. Insomma, sembriamo in piena bufera, e tuttavia DeMark, dalla sua solita prospettiva “contrarian”, mette in evidenza anche quella che potrebbe (il condizionale è d’ obbligo) essere, almeno temporaneamente, la coda finale di un moto ribassista prima di un rimbalzo: difatti i countdowns daily hanno raggiunto uno stadio di avanzamento significativo, rispettivamente “10″ di combo e “11″ di sequential. Come sempre, però, e mi scuso per la pedanteria, suggerisco di non anticipare in alcun modo i segnali dei countdowns, e meno che mai in questo caso: infatti il quadro tecnico, per chi conosce DeMark non è certo una novità, mostra un setup di acquisto concluso al di sopra del livello di tdst supportivo: questo di solito suggerisce un ritracciamento di natura non impulsiva, destinato ad esaurirsi senza completamento di countdown; qualora, però, i prezzi rompano successivamente il supporto orizzontale, il segnale che ne scaturisce può essere quello di una accelerazione secca nella direzione del trend, vale a dire che, anche se mancano poche candele prima di un possibile swing, queste potrebbero essere profonde, pertanto la cautela è d’ obbligo, a mio avviso. Inoltre, come evidenziato nel grafico a fianco, uno degli oscillatori elaborati dall’ ottimo Tom (quello che fornisce, secondo me, i segnali migliori di ipervenduto/ipercomprato, il demarker 1) lascia intendere chiaramente che vi sono spazi per un ulteriore appesantimento dei corsi. Infine, da monitorare attentamente nei prossimi giorni l’ eventuale completamento di un nuovo setup di acquisto, che potrebbe, nel caso ne avesse i requisiti dimensionali, perpetuare il trend invalidando i conteggi in essere. Per adesso è un embrione, contando solo due barre utili, ma i movimenti delle prossime sedute andranno seguiti con attenzione, evitando inutili imprudenze. Per quanto attiene al medio periodo, anche su base settimanale si è verificata la rottura del tdst di supporto disegnato dal “true low” del sell setup originato dal forte movimento rialzista d’ inizio anno (uno dei rari momenti in cui il nostrano si è comportato meglio della concorrenza), rottura che tuttavia va confermata la settimana entrante e che ad ogni modo, qualora marcasse la nona candela del buy setup in fieri, potrebbe individuare almeno una pausa del trend ribassista, aiutando il rimbalzo potenziale individuato sul time frame inferiore (giornaliero). Il quadro di medio, però, in caso di mancato recupero del tdst, non sarebbe per nulla rassicurante, individuando targets ribassisti, purtroppo, ambiziosi. Presto, comunque, per azzardare conclusioni, troppo importante l’evoluzione dello scenario giornaliero, che cercherò di tenere aggiornato a conferma o negazione delle ipotesi scritte sopra. Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo! |










10 Commenti
bello…
@ gipa69:
Galvanizzato dai complimenti del mio (unico?
) lettore, in piena trance agonistica
inserisco a corollario i grafici del sottoindice domestico delle banche, il Ftse banche, versioni daily con e senza oscillatore e weekly solo con oscillatore.
La correlazione con il Ftse mib 40 è assoluta, così come è evidentissima la condizione di “underperformance” delle banche, con supporti ampiamente sfondati su entrambi i time frames.
Purtroppo particolarmente negativo appare lo scenario settimanale, con il tdst a 18245 ormai inequivocabilmente perforato. Fattore non secondario, perchè, sebbene non senza difficoltà, aveva finora contenuto tutti i ritracciamenti più importanti dall’inizio del bull market ciclico a marzo 2009.
Sull’ unico lettore scherzo, ovviamente, so che la platea è sterminata

è che non riesco a resistere all’autoironia
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@ gipa69:
Aggiornamento al close di ieri:
Ftse mib future daily
Sottoindice bancario italiano:
Unicredit:
Un guasto ad un cavo di A2A ha provocato, ieri l’altro, una serie di forti sbalzi di tensione nell’erogazione della corrente elettrica. In un momento di picco, in casa mia sono saltati in contemporanea forno, tv, telefono, modem, amplificatore dello stereo, trasformatori vari.
(oltre a diversi “particolari” dell’impiantistica condominiale, per cui manca pure l’acqua calda…
vabbè, meglio a luglio che a dicembre
).
, dell’ennesimo tracollo con momenti di vero panico.
Essendo regredito al paleozoico, nel week end non potrò scrivere un tubo, però volevo almeno aggiornare la situazione grafica del ftsemib e del sottoindice nostrano delle banche, oggetto, come immagino solo io avrò notato
Appunto per questo, anche se i rischi permangono, potremmo non essere lontani da uno di quei momenti di capitolazione che non di rado precedono i rimbalzi, almeno su base giornaliera.
Ftse mib future al close di ieri:
Il grafico mostra un 13 di sequential raggiunto già l’altro ieri, tuttavia il quadro rimane molto incerto e rischioso per almeno 2 buoni motivi:
1) Con la discesa di oggi i prezzi sembrano voler andare a chiudere anche i conteggi di Combo, con relative ulteriori discese dei corsi almeno in zona 19000.
2) Il livello di stop loss calcolato sul sequential si fissa a 18745, il che a mio parere comporta un importante rischio operativo anche ai valori odierni, mentre scrivo 19160.
Darei poi un’ochiata al sottoindice delle banche, sempre in versione daily:
Aggiornato ad oggi, mostra i conteggi ormai in fase di completamento, con rischi di recycle ancora contenuti, potrebbe quindi non mancare molto ad un rimbalzo tecnico del settore, nel corso della prossima ottava.
Infine, il grafico del più importante e anche più massacrato fra i titoli bancari, Unicredit, su cui puntualmente hanno ricominciato a girare rumors su un ipotetico aumento di capitale (francamente, a mio parere, una non-notizia, tanto ormai è trita e scontata).
Anche qui si può notare una situazione potenzialmente vicina almeno ad uno “short squeeze” temporaneo.
Da maneggiare con estrema cautela e comunque, secondo me, assolutamente da evitare entrate antecedenti al completamento di almeno (almeno) un countdown.
Anche aspettare un price flip non sarebbe sconsigliabile, con questa volatilità.
Non è che intenda influenzare le scelte di qualcuno, capisco che certe volte sembri di leggere i consigli di nonna papera
, la questione è squisitamente tecnica, per chi segue questa metodologia, e risiede nella possibilità che la o le 13me barre, anche se ultime, in frangenti caratterizzati da forte volatilità possono essere profonde anche diversi punti percentuali. Per questo anticipare potrebbe tradursi in un mero tentativo di “afferrare il coltello che cade”.
Un buon week-end a tutti.
Ottimo… in certe condizioni di ipervenduto ritengo che il coltello vada maneggiato…
@ gipa69:
Lo so… come ogni alligatore che si rispetti…

freddo, paziente, fulmineo nel colpire: il profilo del perfetto bottom hunter