Blog Network | News Finanza | Forum | Quotazioni e Grafici | Magazine | Immobiliare | Fisco e Tasse | Finanza Personale Apri un blog

Governi più rischiosi delle aziende?

Il rischio vero del too big to fail

sabato, 6 febbraio, 2010 , ore 23:57 - 7 Commenti

Sebbene i dati non sia comparabili perchè gli spread governativi non sono pesati per le dimensioni dei singoli paesi e le aziende sono solo un campione rappresentativo per la prima volta nella storia gli spread governativi hanno superato quelli corporate come mostra il grafico qua sotto.

 

sovereignriskcorporaterisk

 

 

 

 

 

 

Ora sebbene la cosa sia sorprendente in quanto gli stati sono universalmente considerati l’ultimo baluardo a difesa dei cittadini dalle turbolenze dei mercati finanziari e monetari e pur dovendo risalire nei secoli per trovare una situazione similare, cioè una situazione in cui i banchieri italiani chiedevano tassi del 100% a Carlo VIII di Francia per i debiti di guerra mentre contemporaneamente facevano pagare tra il 5% ed il 10% ai mercanti italiani, questo evento ha avuto una accelerazione nelle battute finali di questa settimana.

 

Ma la situazione attuale è ancora diversa, mentre le banche più importanti per i singoli paesi detengono asset che sono di molto superiori al debito pubblico e assolutamente difficili da gestire dai singoli stati, questi son stati costretti ad intervenire per impedire il fallimento dei campioni nazionali per i singoli settori e facendo questo esponendosi più di sempre al rischio di insolvenza soprattutto nei rami più deboli.

 

 

Global-debt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ per questo motivo che gli Stati debbono preoccuparsi delle dimensioni dei propri big nazionali pronti a competere sui mercati internazionali perchè l’involucro dei singoli stati non è più in grado di reggere scossoni che colpiscono queste entità perdendo via via peso a favore di questi conglomerati finanziari che dominano sui mercati senza dover rispondere, se non parzialmente alle pressioni delle politiche nazionali.

 

Il rischio di una medioevalizzazione del sistema globale è insito in questi processi in quanto i sistemi democratici potrebbero essere messi in discussione ed addirittura manipolati da questi campioni della globalizzazione gestiti dai nuovi regnanti della terra.

 

Si tenga poi presente che questo processo in Cina e Asia è molto meno pesante in quanto i campioni globali di quel mercato hanno dimensioni giuste per il mercato domestico (almeno in questa fase) e quindi hanno un controllo nazionale che i campioni occidentali potrebbero evitare creando quegli squilibri come quello indicato dal grafico postato all’inizio dell’articolo.

 

 
 
avatar gipa69

Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo!

Su Facebook
Ti piace l'articolo?


Ti piace InvestireOggi
Su Twitter
"Twittalo"


Resta Aggiornato
Su Google+
Promuovi l'articolo
 

7 Commenti

  • # wpmp_switches
    avatar

    In effetti, detto con un filo di ironia, mi viene da sorridere quando sento parlare di “fly to quality”… se proprio si volesse trovare un bond da acquistare per ripararsi dalle turbolenze dei mercati bisognerebbe cercare qualcosa di… extraterrestre :mrgreen: :roll:

    Qui sulla Terra mi sa che c’è rimasto solo il vecchio, caro e intramontabile metallo giallo. :mrgreen:
    il cui grafico, peraltro, non mi pare metta in evidenza, in questa fase, preoccupazioni particolari circa la tenuta del sistema, il che mi fa pensare che, per adesso, ci troviamo di fronte solo ad una correzione fisiologica.
    Quello che è certo, secondo me, è che da metà 2007 si campa alla giornata in attesa di qualche cosa di grosso che sbaglia chi pensa sia già alle nostre spalle. :roll:

    P.S. tengo a precisare che non appartengo alla categoria dei catastrofisti a oltranza, tutt’altro, è che numeri e grafici non lasciano molto spazio a voli di ottimismo… quello che mostra il rapporto fra cespiti detenuti dalle banche e PIL mette letteralmente i brividi.

  • # wpmp_switchet
    avatar

    Diciamo che nelle ultime due sedute il metallo giallo ha cominciato a sovraperformare il suo fratello argento e quello è un segno di paura sui mercati ma niente di speventoso come dei default sovrani dovrebbero causare…. Però il fatto che FIAT, un’azienda che ha una situazione finanziaria quantomeno brillante e che industrialmente fa una fatica matta a star dientro ai big riesca a comprare un’azienda fallita ma che comunque vendeva qualche milionicino di auto senza sborsare un euro e poi grazie alla sua nuova posizione internazionale decide di chiudere uno stabilimento in Italia, paese che gli ha permesso di sopravvivere per anni, beh questo ti fa capire chi comanda in italia e nel mondo. :roll:

  • # wpmp_switcheu
    avatar

    @ gipa69:

    Verissimo, purtroppo :roll:
    Su Fiat, spero per loro che abbiano soppesato bene il rischio e gli oneri: è vero che Chrysler non l’hanno pagata un solo cent, ma si sono accollati l’onere di ristrutturare un’azienda con una gamma di prodotti quasi completamente fuori mercato in drammatica emorragia di vendite, e non sono tanto sicuro che in USA trovino molte banche disposte ad accollarsi un convertendo a prezzo di conversione stellare e ad ingoiare anche la beffa di un adc-truffa come è avvenuto qui qualche anno fa: è verissimo che la loro situazione finanziaria è buona, ma quando si affianca ad una struttura sana un’entità che divora cassa ogni mese, o la ristrutturazione è efficace e soprattutto veloce, oppure è un attimo ritrovarsi alle prese con conti deteriorati anche in modo drammatico. E qui alla Fiat l’hanno giurata in parecchi, penso che Termini Imerese sia una scelta senza possibilità di ritorno, se non… a Canossa e a caro prezzo.
    Per il resto è vero che le cosiddette elite finanziarie stanno spadroneggiando in lungo e in largo, grazie soprattutto all’insipienza culturale di una classe politica incompetente e perciò manipolabile, ma questo ha un prezzo: il disagio sociale. Quando quest’ultimo oltrepassa limiti accettabili, il patto sociale si frantuma e dal quel momento in poi le conseguenze non sono più controllabili dal potere costituito.
    E’ il solito eterno e immutabile ciclo distruzione-ricostruzione-sviluppo-maturità-declino-conflitto-distruzione-ricostruzione, etc., solo che un tempo questi cicli impiegavano secoli a compiersi, ad oggi una cinquantina di anni sono sufficienti.
    All’uomo manca il senso della misura, e alla fine il sistema lo trova da sè. Sempre uguale, da diecimila anni. Che noia. :mrgreen: :roll:

  • # wpmp_switchev
    avatar

    Riguardo agli allargamenti degli spread andrei a vedere prima di ogni commento:
    - offerta di titoli governativi.
    - chi sottoscrive i titoli governativi (banche che poi si rifinanziano gratis in BCE, che però si coprono con i cds, creando un allargamento dato l’ammontare dell’offerta)
    - chi sottoscrive il debito delle aziende (probabilmente privati – generico- in modo che le banche spostino i loro crediti corporate ai privati, non rinnovando i loans, ma emettendo bond da cui ricavare anche fees di emissione) .

    per me molta parte del movimento è ancora una volta di natura tecnica.

    Ciao Gipa

  • # wpmp_switchew
    avatar

    ah detto questo un rischio globale dovuto all’ammontare complessivo del debito esiste sempre. è che il debito lo spostano verso dove vogliono e dove farà meno male se salta.

  • # wpmp_switchex
    avatar

    @ lupoalberto66:

    Si son daccordo ma misteriosamente tra tutti i produttori europei di macchine a basso inquinamento chissa come mai gli USA hanno chiesto la FIAT… però sicuramente anche loro stanno rischiando molto pdi piu che nel passato daltronde non hanno scelta. :-)

  • # wpmp_switchey
    avatar

    @ Dario:
    Ciao Dario.. è vero hai ragione c’è anche una spiegazione tecnica ma si allarga anche lo spread del cash inevitabilmente e questo nel lungo può avere un impatto sulle capacità di rifinanziamento mentre per le imprese lo rende antieconomico. :-)

Lascia un Commento 

Emoticons :-)  :D  :mrgreen:  :(  ;-)  :roll:  :mad: