gipa69 S.p.A.
Una favoletta morale sui disastri della finanza.
Oggi vi racconto una favola, niente commento sui mercati, niente analisi tecnica o analisi intermarket, oggi una riflessione sui modelli economici in cui viviamo tratto da uno spunto di Sean Corrigan su uno dei suoi ultimi report.
La gipa69 Spa è l’unica società a livello mondiale, è completamente integrata ed è ingrado di produrre qualunque bene venga richiesto dai suoi dipendenti, salvo che questi desideri siano ecocompatibili. La gipa69 vende in un solo unico pacchetto tutti i prodotti e servizi da lei realizzati. Il costo del pacchetto è di 8.000 euri e la società remunera i propri dipendenti 8.000 euri per cui il bilancio della gipa69 chiude sempre in pareggio.
Però i manager della gipa69 non sono contenti, la loro abilità di far funzionare questa azienda non viene riconosciuta in alcun modo e pensano che l’azienda meriterebbe di guadagnare qualche cosa visto il livello del servizio erogato ed allora decidono di alzare il prezzo l’anno successivo da 8.000 a 10.000 euri.
Per consentire ai dipendenti di acquisire comunque il pacchetto offerto la gipa69 concede a tutti loro un prestito di 2.000 euro. A questo punto la gipa69 ha un guadagno di 2.000 euri ancorchè non liquido per cui decide di costituire una società controllata, la gipa69 finanziaria a cui cede i prestiti concessi ai dipendenti per un valore unitario di 1.800 euro.
La finanziaria rilascia alla gipa69 un assegno di 1800 euri che la gipa69 si affretta a riversare su un conto aperto presso la finanziaria per non causare problemi di liquidità alla stessa e a questo punto ha un guadagno di 1.800 euro perfettamente liquidi mentre la finanziaria ha un bel guadagno di 200 euro derivante dall’acquisto di crediti a sconto.
L’anno successivo la gipa69 decide di alzare ulteriormente il prezzo da 10.000 a 12.000 e per permettere ai propri dipendenti di acquistarlo gli permette di contrarre un finanziamento di 4.000 euri più gli interessi dovuti per estinguere il precedente finanziamento più 100 euri di distribuzione utili derivanti dal guadagno dell’anno precedente.
In questo modo la società raddoppia gli utili cedendo di nuovo alla finanziaria i credit a sconto e depositando sempre l’assegno riveniente sul proprio conto.
La finanziaria però a questo punto vuole liquidizzare almeno parte del debito comprato dalla gipa69 spa ed allora organizza una cartolarizzazione del debito di cui cede una tranche (la più sicura tripla AAA) ai dipendenti per 100 euri consentendogli così di avere un certo reddito dai soldi guadagnati con gli utili della gipa69 spa.
L’anno successivo il meccanismo si ripete, la società aumenta ancora il prestito e concede un nuovo prestito che chiuda il precedente, paghi gli interessi del vecchio e riconosce un nuovo aumento visti la forte crescita degli utili dell’anno precedente.
A questo punto tutti vorrebbero essere soci della gipa69 spa e l’azienda emette azioni proprie dal valore di 50 euri che vanno subito a ruba, i dipendenti pensano di essere ricchi e non sono preoccupati del debito in quanto il prezzo dell’azione garantisce guadagni che coprono ampiamente il debito, il valore della società aumenta ma la sua valutazione fondamentale non è eccessiva perchè il prezzo aumenta in linea con gli utili e quindi continuano imperterriti a comprare azionie cartolarizzazioni successive.
Ma arriva il momento in cui alcuni dipendenti cominciano a pensare che la ricchezza che hanno non è niente se non si liberano del fardello del debito crescente per cui decidono di vendere le azioni e le cartolarizzazioni per saldare il debito. Puntroppo si diffondono voci di difficoltà dell’azienda e dei debiti contratti e tutti vogliono vendere e nessuno comprare ed il prezzo delle azioni e delle cartolarizzazioni crolla.
Ma i manager non vogliono ridistribuire gli utili incassati perchè questo creerebbe dei problemi alla solidità patrimoniale dell’azienda già investita dalle difficoltà a rientrare del debito concesso e poi questo cancellerebbe il loro sogno di essere dei manager vincenti mentre i dipendenti si ritrovano con un debito sul groppone lungo due generazioni.
Quale è la morale di questa storia?
Ai lettori la risposta.
Tags: cartolarizzazione, debito, finanziamento






8 ottobre 2009 alle 16:00
Lo dico senza ironia, Esopo non avrebbe potuto raccontarla meglio, fosse vissuto in quest’epoca

La morale, a mio parere, è che se lo stipendio dei dipendenti della gipa spa non cresce è inutile coprirli di debiti che, quando avranno oltrepassato le loro entrate, creeranno flussi in uscita insostenibili che a loro volta andranno a minare la solidità patrimoniale ed economica della
società, che finirà a sua volta per doversi privare di una parte degli stessi dipendenti a cui ha prestato soldi e che costituiscono la sua fonte primaria di utili, in un crescendo rossiniano che ha come punto terminale i libri contabili in tribunale, a meno che la gipa spa non sia “too big to fail”
La morale in sintesi è che il valore aggiunto del prodotto o servizio dovrebbe essere il perno attorno al quale dovrebbe ruotare il bilancio di
ogni azienda, secondo me, compreso quello di una banca, che compra e vende denaro, è vero, ma esistono molti modi per farlo, alcuni analoghi a quello da te descritto, altri più lenti e faticosi
e che danno ritorni inferiori, ma indubbiamente più solidi. Più equilibrio, più lungimiranza e meno avidità, quindi, anche se questi concetti oggigiorno vengono recepiti come retorici e un po’ noiosi.
Aggiungo infine un fattore che, pur esulando dal modello teorico perfetto da te postato, può forse fornire qualche ulteriore spunto di riflessione: lungi da me il voler giustificare il “modello ponzi” della gipa spa, però teniamo anche presente che dal 2002 è piombata come un fulmine a ciel sereno sui mkt internazionali la lupoalbelto ltd, che dai suoi stabilimenti nel Guangdong ha inondato il mondo degli stessi beni prodotti dalla gipa, che però riesce a piazzare a
4000 euro, grazie soprattutto al fatto di potersi permettere di stipendiare i propri dipendenti 400 euro al mese. La lupoalbelto realizza uno strepitoso utile di 3600 euro per unità di prodotto e non ha pertanto alcuna necessità di prestare denaro ai propri dipendenti, in quanto vende sui mkt occidentali e retribuisce alla propria forza lavoro cifre che comunque quest’ultima fino a non molto tempo fa non si sognava nemmeno. Insomma qui si fanno utili veri, l’unico dubbio può riguardare la bontà della valuta che entra, ma questo è un altro discorso.
La gipa si sente un po’ alle strette e si trova quindi a dover elaborare qualche strategia creativa per poter continuare a prosperare, al principio anche lei pensava che per un bel po’ di tempo avrebbe potuto utilizzare la manodopera a basso costo del Guangdong come riserva quasi inesauribile per abbattere una parte dei suoi costi, delocalizzando una quota della produzione. Ma la realtà si è rivelata più ostica del previsto, perchè alla lupoalbelto sono più capaci, istruiti e spregiudicati di quanto ci si attendesse e vogliono essere protagonisti e non comprimari nel panorama economico mondiale.
Magari un po’ più di noiosa gradualità nella liberalizzazione degli scambi non sarebbe stata utile anche in questo caso?, senza invocare il protezionismo o concetti simili?
Ciò naturalmente non vuole essere una foglia di fico per giustificare, anche sotto il profilo etico, il modello-gipa spa. E’ solo un tassello che si aggiunge allo scenario crepuscolare di questi ultimi anni.
8 ottobre 2009 alle 23:08
@ lupoalberto66:
Sta lupoalberto ltd è nata da un giorno e mi sta gia rubando il mestiere
Si c’è anche questo aspetto che va considerato.
9 ottobre 2009 alle 10:43
@ gipa69:
9 ottobre 2009 alle 14:36
@ gipa69:
Sta lupoalberto ltd è nata da un giorno e mi sta gia rubando il mestiere
…e tla poco lupoalbelto plesentale offelta pel complale gipa spa
9 ottobre 2009 alle 16:05
b>lupoalberto66 ha scritto:
In data odierna la gipa69 spa ha alzato dazi doganali in tutte le sue sfere id influenza per tutti i prodotti provenienti dal guandong portandoli ad un valore complessivo di 8000 euro. In questo modo le casse dell’azienda dovrebbero essere rimpinguate a dovere ed evitare i necessari licenziamenti.
9 ottobre 2009 alle 16:56
@ gipa69:
Non considelando glavissima violazione di accoldi wto di 2001, che comunque lupoalbelto denuncelà in tutte sedi oppoltune, plego licoldale che nostle casse piene di vostli soldi, voi mette balliele e noi non incamela più vostlo debito e voi come finanzia poi vostli deficit?
Noi poi non fida più di vostla valuta come moneta di scambio intelnazionale e chiede sua sostituzione con paniele misto.
Vogliamo discutelne?
9 ottobre 2009 alle 17:08
Caro lupoalberto ci rammarica che invece che lo sviluppo armonioso tanto decantanto nei vostri congressi lei minacci la nostra azienda di ritorsione monetarie, le ricordiamo solo che se lei non riesce a vendere a noi il suo prodotto dovra venderlo ai suoi dipendenti a 400 euri oppure dovrà per forza indebitarli creando tensioni sociali che in un paese di oltre un miliardo di abitanti mi viene difficile pensare sareste in grado di controllare agevolemente per cui penso che sarebbe piu saggio accordarsi nella spartizione della torta, voi acquisirete il 40% della gipa69 e noi il 40% della lupoalberto e vivremo tutti felici e contenti.
9 ottobre 2009 alle 17:17
@ gipa69:
Vostla politica semple uguale: plima bastone, dopo calota. Vostla ultima ploposta comunque più saggia, noi applezza e plomette impegno pel tlovale soluzione condivisa. Voi pelò plima toglie dazi, plego, poi noi plende tè insieme.
9 ottobre 2009 alle 17:28
OK noi stiamo togliendo i dazi e nel frattempo aumentiamo la spesa militare và…..
10 ottobre 2009 alle 00:20
…cosi poi mi danno anche il nobel!!
10 ottobre 2009 alle 13:05
10 ottobre 2009 alle 17:40
@ gipa69:
Questa del Nobel è veramente sconcertante
10 ottobre 2009 alle 18:22
@ Argema:
Hai ragione, però mi sono divertito un sacco anch’io partecipando al siparietto gipa spa-lupoalbelto ltd
, il quale peraltro potrebbe proseguire per giorni senza che alcuna delle due parti riesca a trovare argomenti sufficientemente validi per sopravanzare l’altra, entrambi invischiati nella stessa appiccicosa melassa, come due coniugi che sono costretti sotto lo stesso tetto da problemi economici anche se ormai il loro matrimonio è bello che finito.
Lo spettacolo non è allegro, ma l’ironia è sempre una bella maniera di descriverlo, secondo me, perchè riesce a metterne a nudo, con garbo, la banalità e gli aspetti farseschi.
10 ottobre 2009 alle 19:09
Siete grandiosi e con quel ’siparietto’ poi!.. continuerò a leggervi
10 ottobre 2009 alle 20:21
lupoalberto ha scritto:
Si il senso è quello… uno sberleffo ad un mondo complesso che in realtà è molto più semplice di quello che crediamo e che effettivamente è.. e poi effettivamente potremmo continuare ancora per un bel pò (pensa se nasce la El Arg-he-mah che è quella che fornisce l’energia necessaria alla crescita dell’aziende in questione
)
Un matrimonio si… ma è un matrimonio in cui le due parti sempre di più tradiscono l’altra perchè l’interesse è ormai “altrove”.
10 ottobre 2009 alle 20:23
LouRedde ha scritto:
Grazie!
11 ottobre 2009 alle 15:45
@ LouRedde:
Grazie anche da parte mia, anche se il merito è tutto di gipa
11 ottobre 2009 alle 15:49
@ gipa69:
(pensa se nasce la El Arg-he-mah che è quella che fornisce l’energia necessaria alla crescita dell’aziende in questione
…a questa proprio non avevo pensato!