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Cronaca di un rimbalzo annunciato

Ma non pervenuto, però, per lo meno non ancora. Mi riferisco agli indici azioneri del vecchio continente ed in particolare al paniere italico, in una situazione tecnica che, per quanto negativa nel medio termine, su base giornaliera vive una condizione che, a parer mio, potrebbe anche essere favorevole ad un rimbalzo delle quotazioni.   Nel [...]

domenica, 17 giugno, 2012 , ore 16:52 - 6 Commenti

Ma non pervenuto, però, per lo meno non ancora.


Mi riferisco agli indici azioneri del vecchio continente ed in particolare al paniere italico, in una situazione tecnica che, per quanto negativa nel medio termine, su base giornaliera vive una condizione che, a parer mio, potrebbe anche essere favorevole ad un rimbalzo delle quotazioni.


 


ftsemib future daily


Nel grafico postato a sinistra, rappresentativo del Ftse mib future giornaliero, è di tutta evidenza la potenziale area di fine trend segnalata dai countdowns di DeMark in entrambe le configurazioni (combo e sequential) nella forma un poco più lasca del td termination count e nella forma più classica e restrittiva dal solo td sequential.


Ad essere pignoli, pertanto, potrebbe ancora mancare il td combo, perciò non si può escludere a priori un ritorno di breve in prossimità dei minimi, ma ad ogni buon conto dovremmo trovarci ormai ad un bivio. Come ogni metodo  di analisi tecnica, anche il market timing di DeMark non è esente da fallimenti, tuttavia, come asserito dallo stesso inventore e come posso confermare in base alla mia modesta esperienza di utilizzatore di questa filosofia di analisi, quando un indice o un titolo arrivano a segnalare una possibile “trend exhaustion” in uno scenario graficamente pulito, ossia privo di setups in fase avanzata di sviluppo che possano configurare rischi di recycles dei conteggi, è bene stare molto all’ erta.


ftsemib future daily + vpci


ftse mib future daily + demarker1 + composite momentum


 


Esistono, solitamente, due tipologie evolutive: la più probabile è l’ efficacia del segnale, con relativo rimbalzo o trend reversal nella migliore delle ipotesi; la seconda, ovviamente, la sua inefficacia, che di solito si traduce nella individuazione non già di un’ area di rimbalzo dei corsi, ma solo in una zona attorno alla quale si manifesta una pausa della tendenza principale in seguito destinata a rivelarsi come fascia distributiva.


Giusto per non trasmettere al lettore l’ idea che stia spendendo il suo tempo a leggere una lunga tirata destinata a concludersi con una banale e inutile diagnosi del tipo “se non si sale si scende”, che questa la si sa anche senza spendere tempo a leggere reports di analisi tecnica, operativamente su questi livelli (chiaramente non è un suggerimento) chi segue DeMark a mio avviso compra.


Sui grafici non è segnato, giacchè potrebbe in teoria ancora variare non essendosi del tutto completato il td combo, ma il livello di stop loss attuale si colloca esattamente a ridosso dei 12.000 punti di future.


Da osservare a mio parere con disciplina militare, perchè una delle caratteristiche dell’ impianto analitico di DeMark è quella che, parafrasando le parole del suo stesso creatore, “quando non funziona, realmente non funziona” .


Ciò significa che, quando l’ analisi fallisce, non di rado si assiste a movimenti di violenta recrudescenza nella direzione del trend di cui i countdowns non sono stati in grado di individuare il reverse, ma solo una pausa temporanea.


ftse italia banche daily


La logica conseguenza che a mio parere è opportuno trarre è quindi che una rottura del summenzionato livello di stop (o di quello che potrebbe formarsi dopo una ipotetica conclusione anche del td combo, che comunque non è scontato per niente che debba avvenire e che mi riesce difficile immaginare che possa delimitare uno stop distantissimo dai 12.000) potrebbe guidare i prezzi alla formazione di un nuovo buy setup almeno, il quale a sua volta genererebbe nuovi conteggi di countdown che difficilmente limiterebbero una discesa a qualche centinaio di punti. A meno di una formazione, invero piuttosto infrequente, di tipo 9-13-9.


Quello che comunque mi premeva sottolineare, al di là di sofismi tecnici che eventualmente rappresenteranno un problema fra un po’ di tempo, è che una nuova spinta ribassista avrebbe tutte le caratteristiche per non essere delimitata in un migliaio di punti, ma a mio parere probabilmente ben di più.


Detto questo, nei grafici postati sopra è possibile vedere qualche “prova indiziaria” supportiva dell’ ipotesi di rimbalzo dei corsi, in particolare un livello di volume-prezzi (in marrone a sinistra direttamente sul grafico) intorno ai 12850 punti che fino adesso ha funzionato da linea Maginot per le discese (e che naturalmente, venisse sfondato, potrebbe dare la stura a cali veloci), un grafico del VPCI (volume price confirmation index) che sembrerebbe avere ancora un’ intonazione costruttiva in divergenza con lo stallo delle quotazioni, così come il td demarker1, l’ oscillatore di momentum elaborato da DeMark visib ile nel grafico a destra accoppiato al composite momentum di Caruso, quest’ ultimo secondo me però decisamente più efficace su time frames superiori).


Il grafico del Ftse banche, invece, ha finora confermato l’ ipotesi formulata negli scorsi articoli, nella quale si era dato forma all’ idea che l’ anticipo con cui il paniere bancario italico aveva terminato i countdowns avrebbe potuto far presumere una maggior forza relativa di quest’ ultimo rispetto all’ indice generale, in un recupero armonico, nell’ attesa che anche il Ftse mib completasse la sua sequenza di conteggi.


Con quale esito lo vedremo, ad ogni modo la supposizione ha preso corpo.


ftsemib future weekly


ftse italia banche weekly


Qui, invece, un esame comparato dei due banchmarks su base settimanale, grazie al quale è possibile notare le differenze fra i due: il Ftse mib, infatti, dopo il tracollo dell’ estate scorsa, ha disegnato, nel corso del rimbalzo invernale, un sell setup, che teoricamente annullerebbe i conteggi inerenti ai buy setups realizzati l’ anno scorso, con il setup “B” deputato al recycle del predecessore “A”. Esistono però casi in cui, secondo DeMark, è possibile ignorare il reverse setup (“A’”) e proseguire con il calcolo dei countdowns, nella supposizione che questi rappresenti solo una dinamica dei prezzi temporaneamente contraria al trend principale, insomma che sia solamente la conseguenza di un movimento contrario del tutto inidoneo a perdurare e destinato ad essere riassorbito all’ interno di una dinamica ciclica destinata a concludersi solo con almeno un countdown terminato e afferente ai setups che in precedenza avevano delineato il trend dominante.


Purtroppo, almeno nei testi disponibili, DeMark non delinea le caratteristiche che un setup dovrebbe avere per essere ignorato ai fini dell’ annullamento dei precedenti. Quelle che personalmente ho derivato dalla mia personale esperienza sono almeno due: 1) mancata perforazione del livello tdst (in questo caso resistenza a 19175 di future); 2) estensione inferiore, meglio ancora se inferiore allo 0.618 % del setup precedente (in questo caso è addirittura < al 50%) ; eventualmente, 3) se possibile, discordanza con sottoindici aventi particolare peso all’ interno dello stesso.


Ora, considerando il notevole rilievo che hanno i titoli bancari all’ interno del benchmark nostrano e guardando il differente andamento di quest’ ultimo, che non ha disegnato alcun sell setup durante il recupero invernale, mi è sembrato finora opportuno adottare la scelta di tenere ancora il buy setup “B” come base per il calcolo dei countdowns e non considerare, per ora almeno, quello contrassegnato come “C”.


Ciò che se ne ricava (ripeto, per adesso, perchè il divenire dei mercati potrebbe anche mutare lo scenario futuro, ad es. se si realizzasse un nuovo setup, in qualunque direzione) è la constatazione di trovarsi comunque all’ interno di una tendenza ribassista ancora incompleta, che tuttavia potrebbe essere almeno temporaneamente  attutita da un possibile rimbalzo dei prezzi segnalato da un td sequential weekly recentemente completatosi sul paniere bancario.


ftsemib future weekly + td demarker1 + composite momentum


ftsemib future + vpci


Chiaramente è un impianto fragile: abbiamo un livello di tdst weekly supportivo a 13985 perforato nettamente (e questo, secondo la teoria demarkiana, è prova di downtrend conclamato con alta probabilità di completamento di un countdown almeno), una resistenza molto lontana a 16785, linea di demarcazione vera per un cambio di tendenza, variabili volumetriche che assomigliano terribilmente a quelle dell’ anno passato (per non parlare delle verosimiglianze grafiche).


Solo gli indicatori di momentum potrebbero appoggiare un rimbalzo che dia  respiro ai corsi , a meno ovviamente di capovolgimenti successivi di fronte che mutino la struttura del trend, in questo momento assenti dai grafici.


ftsemib future monthly


ftsemib future mmonthly + td demarker1 + composite momentum


Infine due parole sul time frame mensile: quadro  chiaro e semplice: dopo il rimbalzo molto ben segnalato dal td sequential lo scorso settembre, si approssima anche la conclusione del countdown noto come td combo. Manca una sola candela, che teoricamente potrebbe formarsi anche questo mese.


Certamente (malgrado non sia segnato) si può parlare di un “13″ già formatosi nella forma meno restrittiva del “termination count”, che, come già detto, di solito individua una prima area di rimbalzo e che poi, molto spesso, vede i prezzi ripiegare di nuovo a marcare il finale del countdown in modalità classica.


Tutto ciò potrebbe anche essere supportivo ad un rimbalzo di breve, ma la posizione degli oscillatori e l’ ampia area che separa i corsi dal loro livello di stop sembrano suggerire che, forse, i minimi di lungo non sono ancora stati raggiunti.


 


Infine, solo un breve pensiero di carattere personale: normalmente appartengo a quella scuola di pensiero secondo la quale nei grafici è più o meno prezzato tutto ciò che occorre a produrre un’ analisi di scenario sufficientemente attendibile.


Ma questi non sono tempi normali. Quello che stiamo vivendo è un tornante della storia e credo nessuno sappia veramente che cosa ci potrà attendere al di là della curva, se una verde collina o una foresta in fiamme.


Penso quindi che qualunque rivolgimento, in bene e in male, sia mai come adesso fortissimamente dipendente da decisioni, vere o supposte, di chi sta sopra di noi e ha il compito, troppo spesso la pretesa, di governare, sia a livello nazionale che internazionale.


Mai come adesso, perciò, secondo la mia modestissima opinione di analista tecnico che crede nel sistema che usa, è opportuno prestare la più grande attenzione a quello che si fa, a prescindere dai risultati delle nostre metodologie, per valide che siano. Mai come adesso la nostra soglia di incompetenza può essere davvero testata in qualunque istante.


 

 
 
lupoalberto66

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6 Commenti

  • # 1

    Complimenti!!!

    Rispondi  |  Quota
  • # 2

    @ marco:

    grazie Marco :D

    Rispondi  |  Quota
  • # 3

    Analisi chiare fondate ed anche umili, magari tutti gli analisti fossero così. :-)

    Rispondi  |  Quota
  • # 4

    @ MARMAF:

    grazie infinite del bellissimo complimento, MARMAF
    ;-) :-)

    Rispondi  |  Quota
  • # 5

    Complimenti per l’analisi, per la semplicità di esposizione e per la modestia. ;-)

    Rispondi  |  Quota
  • # 6

    @ Rhawk:

    grazie mille Rhawk ;-)

    Rispondi  |  Quota

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