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Cambiamenti sui mercati

L'analisi della situazione attuale

lunedì, 14 dicembre, 2009 , ore 0:25 - 6 Commenti

La scorsa settimana ci eravamo salutati con un commento sul sentiment che risultava eccessivamente esposto positivamente e quindi chiamava una pausa di consolidamento ed il possibile cambiamento carry che portava allo scorrelarsi dei mecati finanziari con il mercato dei cambi.

 

In effetti le prime sedute della settimana sono state di consolidamento prima di un recupero sul finale accompagnato da un aumento degli Advisors finanziari USA che si attendono una correzione di breve in uno scenario di lungo positivo mentre dall’altra parte il carry contro il dollaro è scemato causando delle modifiche nell’intermarket ma non ancora l’intera sostituzione dei carry sul dollaro con i carry sullo yen.

 

Ora lo scorrelamento dollaro/mercati azionari è avvenuto proprio nel momento in cui lo spoore è al test di importati supporti dinamici a statici di lungo periodo che stanno rallentando almeno in parte la corsa dell’indice e questo con gli advisors sempre positivi sul lungo, ora positivi come sui massimi di ottobre 2007 e come su altri massimi importanti degli indici sebbene come detto sul breve siano meno ottimisti.

 

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Il rischio di una correzione seria quindi resta alta sebbene statisticamente un bull market che dura da 9 mesi nei successivi 12 mesi ha avuto una pecentuale di correzioni sopra il 10% pari a solo il 32% complessivo ma gli esempi che rientrano in questa statistica non hanno le medesime caratteristiche dell’attuale.

 

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Per il momento però, come dicevo anche prima sebbene i carry sul dollaro siano scemati come mostra questa chart essi non hanno causato una forte correzione sui mercati e la prima domanda che ci si deve fare è perchè.

 

spooredollaro

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si può vedere anche tra marzo ed aprile si visse un momento come l’attuale in termini di correlazione dollaro mercati azionari ma mentre ad aprile la principale causa di questa scorrelazione è stata lo short covering delle posizione ribassiste stavolta lo short covering non c’entra e probabilmente la prova di forza dei mercati è dipeso soprattutto dal trasferimento di liquidità da alcune commodities importanti come il petrolio e l’oro sui mercati azionari, movimento appunto causato dalle chiusure carry.

 

Infatti il CRB index è a contatto con un importante supporto dinamico mentre le commodities industriali mostrano una forza relativa maggiore segno che il mercato ha voluto punire il mondo commodities ma non il mondo della crescita dei mercati.

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Ora sebbene mi aspetti una correzione di breve ritengo che sul lungo si stiano ripresentando quelle condizioni macro che possono portare l’economia a crescere sebbene all’interno del medesimo contesto precedente e quindi con il crescere costante degli squilibri già presenti nel passato e che, quando esploderanno, causeranno danni ancora più rilevanti di quelli visti nel recente passato.

 

Infatti sebbene diversi commentatori tra i quali Edwards di SG sostengano l’arrivo della deflazione con il sempre presente paragone grafico tra indice Usa e indici Giapponese e tra obbligazionario USA e quello nipponico ma sebbene ci siano delle similitudine lo shock deflazionistico potrà avvenire quando il mercantilismo asiatico cesserà e si lasceranno rivalutare le valute dell’area in maniera più libera e questo potrà avvenire solo quando la Cina sarà costretta a rivalutare la propria valuta che essendo legata al dollaro al momento obbliga l’intero mondo emergente orientato alla produzioni di beni di adottare politiche svalutative per rimanere competitivi sui mercati mondiali.

 

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In realtà le esportazioni verso USA da Cina non sono in riduzione ma anzi stanno rapidamente recuperando i livelli pre crisi, le banche centrali mondiali continuano a comprare bond USA, il debito in rapporto al GDP è sceso di poco perchè il debito corporate e statale ha sostituito quello privato e la presunta discesa del credito bancario è in realtà un trucco contabile creato dalla contabilizzazione dei crediti acquistati dalla FED.

 

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Inoltre la struttura demografica USA allo stato attuale è in realtà favorevole ad uno sbocco di maggiore crescita rispetto alla realtà giapponese anche se in realtà questa situazione in un periodo di anemia economica avrà in realtà nel medio periodo conseguenze anche più negative.

 

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Concludendo gli indici, dopo una pausa corretiva importante potrebbero anche continuare a crescere ma questo sbocco avviene all’interno degli squilibri macro precedenti per cui con una rischiosità ancora più elevata di quella vista nella gamba rialzista 2003/2007.

 

La bolla madre di tutte le bolle è la soppressione degli Yield dei bond governativi avvenuta attraverso la duplice spinta delle banche centrali asiatiche e mondiali prima e forse in futuro dalle banche commerciali, spinta che quando verrà reversata vedrà dei mercati azionari reagire in maniera pesanetemente negativa.

 

Il 2010 e forse anche il 2011 potrebbero evitarsi questo scenario ma le conseguenze di questo saranno in seguito molto negative.

 

 

 
 
avatar gipa69

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6 Commenti

  • # wpmp_switches
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    E’ davvero un articolo molto bello e molto denso e grazie quindi di averlo postato.

  • # wpmp_switchet
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    @ c0ltran3:

    Mi associo, e ancora me lo devo digerire bene.
    Grande Gipa :D

  • # wpmp_switcheu
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    @ Gipa

    Ora sebbene mi aspetti una correzione di breve ritengo che sul lungo si stiano ripresentando quelle condizioni macro che possono portare l’economia a crescere sebbene all’interno del medesimo contesto precedente e quindi con il crescere costante degli squilibri già presenti nel passato e che, quando esploderanno, causeranno danni ancora più rilevanti di quelli visti nel recente passato

    Il 2010 e forse anche il 2011 potrebbero evitarsi questo scenario ma le conseguenze di questo saranno in seguito molto negative

    Ciao Gipa, complimenti per il (solito) bellissimo articolo. Ho copiaincollato due affermazioni che hai scritto perchè vorrei chiederti se la tua visione sui mercati negli anni a venire non sia divenuta più pessimista: mi sembra di ricordare che in altri post prevedevi, nei prossimi anni, un andamento degli indici all’interno di un ampio trading range sostanzialmente compreso tra i minimi di quest’anno e qualcosa meno dei max del 2007: sei ancora di questo parere o pensi che lo scenario sia destinato a deteriorarsi a tal punto da creare le condizioni per affondi più importanti? (sempre che nel frattempo non muti qualche elemento rilevante dello scenario stesso, naturalmente) ;-) :D

  • # wpmp_switchev
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    Più il recupero si concretizza all’interno di uno scenario squilibrato e soprattutto all’interno degli squilibri economici presenti da oltre 20 anni e più l’eventuale correzione sarà violenta e penalizzante.
    Ora sebbene al momento veda sempre quel trading range più il mercato cresce senza correzioni ed in quello scenario e più il rischio di una correzione molto più profonda del previsto si concretizza. :-)

  • # wpmp_switchew
    avatar

    @ gipa69:

    :D ;-)