Analisi settimanale
Settimana caratterizzata dall'incertezza.
Purtroppo impegni vari mi hanno fatto essere meno presente sul blog ed anche sui mercati ma ora cerchiamo di fare un articolo che inglobi un po tutte le tendenze di questo ultimo periodo.
Lo spoore si è andato a posizionare questo fine settimana esattamente sulla trendline che sostiene tutto il rialzo da marzo fino ad ora ed è anche nei pressi della media mobile a 20 giorni, si trova quindi su una giuntura di prezzo importante che segnerà molto probabilmente tutta la prossima settimana.
La domanda che tutti si fanno ora è se questo recupero è terminato e si è trattato di un rombalzo di controtrend oppure se esso può proseguire e portare il mercato su nuovi massimi.
Partendo dal macro quello che si può notare e che il flusso dei dati usciti questa settimana in realtà sono stai supportivi al mercato in quanto da una parte abbiamo avuto dati aziendali e indicatori dello stato del business abbastanza positivi da una parte e dati sull’occupazione e sui consumatori USA negativi dall’altra. Certamente sappiamo che prima o poi questa situazione evolverà o attraverso un miglioramento deciso dell’economia USA e quindi dei consumatori oppure in un peggioramento dello stato dell’economia con le imprese, sebbene ricche di casse impossibilitate a gestire ulteriormente la crescita attesa del business.
Se il mercato USA si riprenderà davvero in fretta come il mercato si attende con i dati sugli occupati che nel giro di qualche mesi svolteranno in positivo ed allora le pressioni inflazionistiche sui paesi emergenti produttori diventeranno davvero insostenibili e causeranno una prima tornata di aumento di tassi mentre nel caso di un nuovo rallentamento si potrebbe vedere il riemergere di timori deflazionistici che attualmente al mercato non sono sgraditi in quanto propedeutici alle politiche monetarie attuali iperaccomodanti e iperstimolative per gli asset finanziari.
Ma detto questo vi sono diversi elementi che intimoriscono i mercati.
Innanzitutto il dollaro, l’elemento che è stato uno dei sostegni più importanti all’andamento positivo del mercato nelle ultimi mesi venerdi sembrava titubante nel seguire il mercato azionario nel suo andamento di recupero dai minimi del mattino mentre l’oro al contrario proseguiva nel suo movimento rialzista sebbene durante la giornata leggermente limitato e come sappiam l’oro in epoca di fiat money è essenzialmente un indicatori di situazioni pericolose sia sul versante inflazionistico sia sul versante deflazionistico. L’intermarket dovrà comunque entro breve riallinearsi in un verso o nell’altro pena il segnale che le tensioni deflazionistiche potrebbero riemergere con maggior forza (come anche la debolezza del petrolio di venerdi potrebbe confermare).
Dal punto di vista tecnico molti analisti hanno notato la formazione di un possibile testa e spalle ribassista di breve sullo spoore sebbene la medesima conformazione vista durante la correzione di giugno e luglio ha portato poi ad una falsa rottura ed ad una nuova gamba rialzista mentre ora siamo solo alla possibile formazione della spalla destra; ciò che è interessante è chein contemporanea sembrerebbero formarsi anche conformazioni di testa e spalle rialzisti sui rendimenti delle obbligazioni governative USA a 10 e 30 anni nel segno della confusione attuale dei mercati ed anche dell’incertezza che regna sugli stessi.
Quello che invece è più preoccupante è il forte calo dei volumi manifestatosi nelle ultime sedute e che solitamente segnala almeno una pausa correttiva al movimento in atto ed anche la poca linfa che lo sostiene mentre da un punto vista di similitudini grafiche non si può far a meno di notare che il movimento attuale ha molte similitudini con il movimento di recupero degli indici USA dopo il minimo di marzo 2003 con il possibile approccio degli indici ad una fase di consolidamento multimensile caratterizzato da massimi e minimi decrescenti in una serie di swing necessari all’indice per consolidare i rialzi precedenti. Il movimento attuale è solo stato più veloce in termini di tempo ma questo è normale in quanto anche la discesa di questo bear market è stata più violenta di quello del 2001/2003.
Gli indicatori di sentiment mostrano anche loro in maniera pressochè perfetta l’incertezza del mercato con alcuni indicatori sicuramente pronti a dare un segnale di acquisto ed altri vicini ad un segnale di vendita. Infatti mentre l’AAII mostra letture rialziste intorno al 30% e quindi supportive al rialzo l’II (investor Intelligence) o il DSI (Daily sentiment Index) mostrano letture bullish molto elevate mentre il CPCE mostra una lettura neutrale giusto per evidenziare l’incertezza derivante dai survey.
Concludendo la situazione attuale è estremamente incerta e sebbene l’indice potrebbe chiudere la settimana al rialzo esso è allo stato attuale estremamente pericoloso ed è quindi prudenziale attendere sviluppi ulteriori prima di assumere posizioni importanti sui mercati.
Tags: AAII, DSI, oro, petrolio, rally, spoore, swing, trendline
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