AggiornamentoPur non avendo molto tempo facciamo un rapido excursus sul mercato in considerazione anche degli ultimi articoli. L’evidenza che l’euro è un fenomeno irreversibile è venuta questa settimana anche da Draghi dopo che già gipa lo aveva ribadito in diversi articoli in questa sede; ma mentre mi aspettavo mercati fnanziari più reattivi in realtà la [...]Pur non avendo molto tempo facciamo un rapido excursus sul mercato in considerazione anche degli ultimi articoli. L’evidenza che l’euro è un fenomeno irreversibile è venuta questa settimana anche da Draghi dopo che già gipa lo aveva ribadito in diversi articoli in questa sede; ma mentre mi aspettavo mercati fnanziari più reattivi in realtà la situazione ha continuato ad oscillare sui lavori visti negli ultimi mesi con minimi piu profondi dei precedenti e in queste ultime sedute il ritorno sui massimi precedenti. Al contrario invece i mercati USA hanno visto ritoccare i massimi relativi visti a fine giugno e sono impostati ancora al rialzo mentre invece ci attendevamo magari una debolezza maggiore dai corsi azionari a stelle e strisce. La perduranza di un trend sui mercati finanziari daltronde è un elemento a cui dobbiamo sottostare per cui nonostante le mie idee non siano affatto cambiato e sebbene ritenga che i mercati prendano la strada da me delineata al momento e dopo oltre un mese questo non è ancora avvenuto con i listini USA ancora forti e quelli europei periferici ancora in difficoltà relativa. Vorrei però evidenziare che la forte negatività evidenziata da un mare di studi ben più valutati dei miei non si è comunque realizzata sui mercati ed anzi alcuni di questi hanno trend rialzisti non ancora negati a discapito dei de profundis annunciati orami da diversi mesi. L’indice italico possiamo far finta di non vederlo ma ha chiaramente perforato la trendline ribassista che univa i massimi decrescenti di marzo e luglio e venerdi la seduta ha presentato volumi più importanti di quelli visti nel recupero dei giorni precedenti mentre la candela ribassista del giorno precedente è stata fatta senza volumi. Ma torniamo ancora all’Europa che ha fatto ancora da catalizzatore in queste settimane; gli ultimi tremori sono giunti con i presunti passi indietro di Draghi o come sostenuto da altri dgli errori di comunicazione dello stesso. In realtà Draghi ha detto delle cose ben precise; la posizione della Buba è completamente isolata ed il fatto di averlo rimarcato pubblicamente la isola ulteriormente e che sulla parte a breve della curva la BCE potrebbe intervenire pesantemente se un paese dichiara lo stato di difficoltà questo perchè la disfunzionalità del mercato dei titoli di stato governativi ha il suo impatto sulla stabilità del sistema bancario europeo ed inoltre un intervento sulla parte a breve della curva irripidisce la stessa e permette alle banche attraverso il carry di guadagnare molto di più rispetto ad una curva piatta o addirittura invertita. E gli effetti si son visti venerdi: il BTP a due anni è andato a testare la resistenza chiave sotto i 3% prima di risalire di qualche punto e quello spagnolo si è posizionato poco sotto i 4%, anch’esso nei pressi di una resistenza chiave che se perforata negherà molti degli scenari ribassisti in essere; intendiamoci non sono stati ancora perforati e quindi staremo a vedere ma se avvenisse (cosa allo stato attuale più probabile di una inversione rialzista) si trascinerebbe al rialzo i mercati azionari.
Certamente l’economia mondiale ha molti problemi ma come si suol dire sono tutti sul tavolo; la maggior parte dei mercati si aspetta un accentuarsi della crisi europea; la maggior parte dei mercati si attende una recessione USA ed emergente e questo è confermato anche dagli indicatori di sentiment che hanno visto solo di recente un rimbalzo delle posizioni bullish da letture compatibili con un minimo ma con un mercato USA non certo sui minimi (ma questo grazie alla forte liquidità presente sui mercati che semplicemente viene dirottata sui mercato considerati meno rischiosi come quelli USA). Così come i bullish sono aumentati il vix è di nuovo sceso a livelli molto bassi ma bisogna dire che secondo l’analisi tecnica ha ancora un discreto spazio di discesa per poter spingere i valori degli indici ancora su livelli più alti, magari nei pressi dei top precedenti intorno ai 1420 di spoore.
A conferma di questa posizione non si può dimenticare la rottura rialzista del nasdaq100, uno degli indici più forti del momentum che ha effettuato un break delle resistenze non in condizioni di ipercomprato.
Dal macro i dati sono discordanti, la condizione finanziaria USA è migliore e questo si riverbera in mercati più forti, il credito fluisce ai privati e alle imprese quasi regolarmente escluso il settore immobiliare che si sta riprendendo ma ha ancora delle forti componenti ritardatarie, ma i dati del PMI pur consolidando non da ancora segnali positivi; al contrario il PMI del core europa si allinea a quello dei periferici mentre quello inglese e Giapponese peggiora; il Cinese segnala un recupero di forza dell’economia domestica ma non certo degli ordini dall’export. le imprese USA stanno rilasciando trimestrali non brillantissime sebbene discretamente resistenti; questa situazione dipende molto dalla forza del dollaro che rema contro l’export USA e questo potrebbe essere causa di un nuovo QE aldilà delle condizioni finanziarie oramai supportive. In USA i finanziari vanno meglio dell’europa in quanto i finanziari europei e soprattutto italiani hanno una forte correlazione con l’andamento de debito sovrano UE. In casi di un recupero degli spread i finanziari periferici potrebbero sorprendere. I mercati obbligazionari safe, in particolari europei sono in condizioni pietose; i rendimenti del biennale tedesco e svizzero sono negativi segnale dei flussi di capitale in entrata su questi asset, flussi dettati dalla disperazione e dallla paura piuttosto che dall’approcciarsi a nuovi investimenti e questo fa capire quanta liquidità c’è in circolazione; da dire che venerdi il bund a due anni ha avuto un recuero potente segno di parziali liquidazioni dall’asset in questione essendo con rendimenti negativo comunque anche alla chiusura e con il rischio di far realizzare perdite anche consistenti a chi ci è entrato in quest eultime settimane.
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2 Commenti
Io trovo condivisibile lo scenario complessivo disegnato, però ci sono alcuni settori chiave che mi sembra diano segnali molto negativi, che non riesco bene a interpretare.
In primo luogo gli indici cinesi, che mi pare stiano scendendo troppo, rompendo supporti formatisi in diversi anni.
Ancora il rame e i materiali di base che hanno raggiunto livelli sacrificati.
sisi hai ragoine ma in realtà indica mercati strettamente connessi e tutti legati ad una mancanza di liquidità speculativa sui mercat Cinesi in particolare ed emergenti in generale e che le politiche di easing monetario dell’area stanno tentando di contrastare…. mercati e settori che secondo me saranno l’epicentro della prox crisi ma più il la nel tempo….